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Educazione, scuola e progresso sociale nel pensiero pedagogico di John Dewey

Informazioni tesi

  Autore: Michele Nucciotti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scenze dell'Educazione
  Relatore: Francesca Borruso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

Il presente lavoro si propone di analizzare il rapporto che unisce «educazione, scuola e progresso sociale nel pensiero pedagogico di John Dewey», affrontandone i temi principali e mettendo a fuoco la centralità dell'educazione nella costruzione di una società democratica. Tale analisi ha inoltre l'obiettivo di valutare l'attualità delle prassi educative suggerite dal filosofo statunitense e la loro pertinenza con lo scenario attuale della scuola italiana, facendo riferimento sia al mio percorso lavorativo come assistente educativo che ai più recenti studi italiani sull'argomento. Anche per questo la tesi è centrata soprattutto sui contenuti di Scuola e società (1899), con particolare attenzione all'esperienza della scuola-laboratorio dell'Università di Chicago (1896-1903), ovvero di un'opera nella quale le proposte deweyane assumono un taglio operativo ed esperienziale maggiore rispetto ad altri scritti pedagogici dell'autore.
Il lavoro si apre con un primo capitolo a carattere introduttivo, suddiviso in tre parti che trattano, in forma sintetica, i seguenti aspetti: la formazione intellettuale del pensatore americano e le premesse filosofiche della sua concezione pedagogica; il contesto culturale e gli aspetti principali delle scuole nuove e dell'attivismo pedagogico; il rapporto tra educazione e democrazia in riferimento all'evoluzione storica delle idee politiche di Dewey. Il secondo capitolo è invece strutturato su un'analisi più approfondita dei contenuti di Scuola e società, che vengono rielaborati in relazione ai quattro problemi educativi che hanno animato l'origine della scuola-laboratorio: l'unità fra la scuola e la vita; l'attribuzione di significato alla didattica; il legame tra i simboli sociali e l'esperienza quotidiana; l'attenzione individuale.
La conclusione della tesi è affidata al terzo capitolo, articolato in due paragrafi che affrontano, come premesso, il tema dell'attualità del pensiero pedagogico di Dewey, prima in una prospettiva critica poi con alcune osservazioni sulla mia esperienza in una scuola primaria. Dopo aver preso atto della scarsa diffusione delle idee deweyane nel panorama odierno della scuola pubblica italiana, entrambi i paragrafi convergono nel riconoscerne ancora la forza innovatrice, ad oltre un secolo di distanza dalla loro elaborazione. L'appendice, infine, completa il lavoro con un'analisi di Spazi di cittadinanza (1916), relazione nella quale Dewey sostiene la nazionalizzazione dell'istruzione pubblica, e una breve comparazione con lo scenario sociopolitico attuale. È uno scritto meno conosciuto di altri, ma funzionale ad una riflessione finale sul ruolo centrale dell'educazione nella costruzione di un'identità plurale fondata su logiche cooperative.

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  Lingua: Italiano
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3 Premessa In questa prova conclusiva ho scelto di approfondire il pensiero pedagogico di John Dewey perché in esso ho trovato una mirabile sintesi di temi filosofici, oggetto dei miei precedenti studi universitari, prassi educative, oggetto del mio lavoro attuale, e partecipazione attiva alla propria realtà socioculturale, oggetto dei miei propositi quotidiani. Spinto dalla natura innovativa delle sue idee e dalla condivisione del ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di una società realmente democratica, mi sono posto l’obiettivo di affrontarne i temi principali, di contestualizzarli nella sua corposa biografia intellettuale e di interrogarmi sull’attualità e la pertinenza degli stessi, anche in rapporto alla mia esperienza lavorativa come assistente educativo, riconosciuta dal Corso di Laurea come tirocinio esterno. Nello sviluppo del presente lavoro ho inoltre deciso di focalizzarmi soprattutto sui contenuti di Scuola e società (1899), con particolare riferimento all’esperienza della scuola-laboratorio dell’Università di Chicago (1896-1903), anche per avere la possibilità di comparare le soluzioni suggerite da Dewey, che nell’opera assumono un taglio operativo ed esperienziale maggiore rispetto ad altri scritti sull’educazione, con la mie conoscenze personali sulla scuola pubblica italiana. Il primo capitolo ha un carattere introduttivo ed è suddiviso in tre parti che trattano, in forma sintetica, la formazione intellettuale del filosofo statunitense e le premesse filosofiche della sua concezione pedagogica, il contesto culturale e gli aspetti principali delle scuole nuove e dell’attivismo pedagogico e il tema del rapporto tra educazione e democrazia con riferimenti all’evoluzione storica delle idee politiche di Dewey. Il secondo capitolo è invece centrato su un’analisi più approfondita dei contenuti di Scuola e società, che vengono ripresi in relazione ai quattro problemi educativi che hanno animato l’origine della scuola-laboratorio: l’unità fra la scuola e la vita; l’attribuzione di significato alla didattica; il legame tra i simboli sociali e l’esperienza quotidiana; l’attenzione individuale. Il terzo capitolo, infine, si articola in due paragrafi conclusivi che affrontano, in linea generale, il tema dell’attualità del pensiero pedagogico di Dewey, prima in una prospettiva critica poi con alcune osservazioni sulla mia esperienza in una scuola primaria.

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