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La questione dell'Anschluss nei rapporti italo-tedeschi 1934-38

Estratto della Tesi di Sofia Turchi

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8 I, 2 I RAPPORTI FRA FASCISMO E NAZIONALISMO AUSTRIACO In seguito alla vittoria conseguita nella prima guerra mondiale anche l’Italia aveva incorporato una parte dello “stato successore” dell’Impero multinazionale asburgico. I tedeschi e i ladini del Tirolo meridionale, come pure le minoranze slave e croate del litorale adriatico e dell’Istria, divenivano così popolo italiano. L ’Italia era tuttavia rimasta delusa dai trattati di pace e gli irredentisti parlavano di “vittoria mutilata” in relazione alla mancata annessione della costa della Dalmazia, fino a quel momento austriaca e ora jugoslava. Di conseguenza il conflitto con il nuovo stato slavo dei Serbi, Croati e Sloveni e l’orientamento di una politica estera puntata verso l’Europa sudorientale e centrale divenne un fattore di primaria importanza per la politica estera italiana, e in seguito mondiale 19 . Per tutti gli anni Venti la politica estera italiana fu volta in primo luogo ad accreditare un ruolo di mediazione tra le potenze di mantenimento degli equilibri europei, limitandosi a una propaganda verbale con le richieste di revisione dei trattati di pace. Stabilizzatosi il regime e recuperato il controllo della Libia, le ambizioni espansionistiche del fascismo si dispiegarono degli anni Trenta. Le ambizioni di Mussolini, il quale dal 1923 assunse in prima persona la carica di ministro degli Esteri, furono peraltro condizionate dalla debolezza dell’Italia, che indusse ad appoggiarsi ora a l’una, ora all’altra potenza 20 . Bisognava al più presto scrollarsi di dosso l’impressione di aver ottenuto dal primo conflitto mondiale meno di ciò che si meritava, tutto questo prima che la Germania o l’Unione Sovietica cercassero di guadagnarsi uno spazio da protagoniste sulla scena europea. Il primo obiettivo era legato alla posizione italiana nella penisola balcanica, alla volontà di proteggere i territori conquistati e di estendere la propria influenza sul “mare nostrum”. Per quanto differente possa sembrare la situazione dell’Austria, che rispetto all’Italia aveva perso la guerra, nel 1918 i due popoli avevano tuttavia un elemento in comune: cioè entrambi stavano passando, in conseguenza al primo conflitto mondiale, una grave crisi politica. Grandi cambiamenti erano in cantiere dopo l’avvento della Repubblica austriaca: la stabilizzazione della politica interna con l’avvento di mons. Seipel e un governo di coalizione fra i cristiano-sociale e i grossendeutsche, cioè i nazional-liberali. Lo spostamento a destra della politica interna, che si era già profilato nel 1920 con lo scioglimento della coalizione fra socialdemocratici e cristianosociali e con il successo elettorale borghese, andò sempre più accentuandosi, reso più pericoloso 19 S. Furlani, A. Wandruszka, AUSTRIA E ITALIA. Storia a due voci, Cappelli Editore, Bologna, 1974, p. 194. 20 T. Detti, G. Gozzini, Storia contemporanea, op. cit., p. 106.
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La questione dell'Anschluss nei rapporti italo-tedeschi 1934-38

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Informazioni tesi

  Autore: Sofia Turchi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Antonio Cardini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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