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Giuseppe Pontiggia e l'arte della fuga

Estratto della Tesi di Paola Lovisolo

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! "#! energia, però io ho sempre preferito un percorso individuale, non posso identificarmi con un gruppo perché il gruppo inevitabilmente deve trovare un ideale convergente a spese della verità delle differenze; per me questo è impossibile, a parte trovarmi d'accordo su alcuni punti. Inoltre ho anche una spinta ironica e autoironica troppo forte, quindi pochissime volte ho firmato manifesti, e ho una forte tendenza a non farlo in generale. Questo molte volte non mi è stato di aiuto in un'epoca in cui, invece, la coalizione in gruppi è uno dei modi non solo di sopravvivenza ma di potere. Però non ho alternative, nel senso che mi ripugna. Io non sarei stato certamente fascista all'epoca del fascismo. Non ho vissuto il fascismo, se non da bambino, non potevo prendere posizione in un senso o nell'altro, ma posso esser certo che se l'avessi attraversato da adulto non sarei stato sicuramente fascista come non sarei stato sicuramente comunista. Non perché, come dicono certi intellettuali deliranti, «sono sempre contro il potere», questo lo dicono quelli che lo esercitano in un certo modo e che stabiliscono una sorta di compromesso con il potere. Non mi interessa il potere in quanto tale, non m'interessa il potere del gruppo, ho dei rapporti col potere ma molto trasversali, molto diagonali, molto guardinghi, molto diffidenti. Ci sono intellettuali che negano di avere qualsiasi compromesso con il potere e sono i più comici; compromessi con il potere ne abbiamo tutti, il problema è essere coinvolti idealmente, intellettualmente e concretamente il meno possibile. Io ho cercato tutta la vita di essere coinvolto il meno possibile con i condizionamenti che può porre il potere e anche con i condizionamenti che poteva porre il potere di un gruppo. Avrei potuto benissimo far parte di un gruppo, ero stato redattore del «Verri » prima ancora che si facesse il gruppo; però all’interno dell'avanguardia la mia posizione è sempre stata anche rispettata. Si rendevano conto che non ero un nemico, ma che era uno che seguiva la sua strada. Potevo essere occasionalmente molto amico ma, in altri momenti, anche su posizioni diverse 36 . Nella scrittura e nella vita, Pontiggia ha lasciato affiorare la verità delle differenze; sul piano speculativo infatti «l'uomo tende a una verità ma ne trova diverse e anche se di volta in volta scopre la totalità di ciò in cui crede sa che questa totalità in realtà è solo una parte» 37 . Da qui il gusto spiccato dello scrittore per l'ossimoro, l'antitesi, il paradosso e il suo sentirsi attratto dalla varietà delle tecniche più che da una tecnica narrativa univoca: Questa mia prospettiva narrativa riflette un mio atteggiamento psicologico e una visione speculativa della realtà che mi deriva dallo studio della filosofia orientale. La realtà è compresenza dell'elemento maschile e femminile, del pieno e del vuoto; c'è convergenza e coesistenza dei contrari che in questa luce non esistono più 38 . Alla stessa prospettiva può ricondursi l'interesse di Pontiggia per l'aforisma. Nei suoi testi narrativi, infatti, «la scansione aforistica si dimostra "segno ostinato", con conseguenze rilevanti sul piano delle strutture» 39 : lo vediamo già nel primo romanzo, La morte in banca, articolato in una successione di «paragrafi brevi, ciascuno dedicato a un episodio, a una riflessione, a un incontro»; 40 l ’i nfl usso del l ’afori sma, poi , si manifesta ampiamente nei frammenti, in prosa e in versi, composti talvolta da una sola frase o da una sola parola, che costituiscono L'arte della fuga. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! $% !Paola Lovisolo, intervista a Giuseppe Pontiggia, Milano, 8 giugno 1999 (qui, pp. 114-115)! $& !Giuseppe Pontiggia. Svetonio scoprì il signor Rossi, intervista di Franca Mola a Giuseppe Pontiggia, in «La Prealpina», 18 maggio 1984.! $' !A colloquio con Pontiggia vincitore del Premio Strega, cit.! $( !Cristiana De Santis, In forma di orizzonte, cit., p. 100.! #) !Mario Barenghi, Introduzione a La morte in banca, cit., p. XV.!
Estratto dalla tesi: Giuseppe Pontiggia e l'arte della fuga

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Giuseppe Pontiggia e l'arte della fuga

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Informazioni tesi

  Autore: Paola Lovisolo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: FrancoContorbia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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giuseppe pontiggia
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