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La disoccupazione giovanile: una realtà persistente nella vita sociale

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Claudia Pimon Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 751 click dal 24/03/2017.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Claudia Pimon

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10 combattere questo problema e incentrarsi sulla condizione di lavoratore occupato e salariato. Nel periodo dopo la Seconda Guerra Mondiale si è assistito a un peggioramento della realtà occupazionale sia perchè le grandi industrie avevano subito forti danni sia per il ritorno dei reduci dal conflitto. Nonostante ciò già negli anni Cinquanta nella maggior parte dei paesi industrializzati ci fu una rapida ripresa economica. Il tasso di disoccupazione negli anni Sessanta era in media pari al 6% negli Stati Uniti, 7% in Canada,in Europa Occidetale e Giappone il 2% mentre in italia il 4 %. Queste regioni erano favorite da varie forme di sostegno e indennità messe in atto dai governi che riuscivano ad attenuare la problematica. Grave il problema nei paesi in via di sviluppo tra cui Africa, Asia e America Latina dove si assiste a una crescente sottocupazione indice del fatto che le persone lavoravano saltuariamente, con reddito basso,per poche ore al giorno e molte di esse migravano verso le città. Ad oggi il problema coinvolge anche i paesi più sviluppati per due motivazioni: - L’avvento dell’automazione di macchinari e processi di lavorazione che ha escluso la manodopera dalla produzione - Il trasferimento di gran parte dell’attività di produzione da parte di aziende multinazionali in paesi scarsamente sviluppati in cui la manodopera ha un costo eccessivamente basso. Dal punto di vista filosofico le principali teorie che si sono sviluppate nel corso del tempo su questo fenomeno sono: Teoria Classica: secondo questa teoria la disoccupazione esiste solo per quei lavoratori che rifiutano i posti di lavoro che li vengono offerti perchè ritengono che salari non sono sufficientemente elevati alla propria mansione. Di conseguenza si verifica una rigidità del sistema dovuta anche alla pressione esercitata dalle categorie sindacali che impedisce gli imprenditori di alzare il livello di occupazione ottimale che potrebbe assorbire tutta l’offerta esistente. Questa teoria rispecchia il tipo di disoccupazione volontaria dove si preferisce rimanere in questa condizione per un periodo più o meno lungo finchè si
Estratto dalla tesi: La disoccupazione giovanile: una realtà persistente nella vita sociale