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La scatola azzurra e la sua applicazione nel settore educativo-scolastico

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Ester Del Monte Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 389 click dal 04/10/2017.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Ester Del Monte

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- 14 - in luce che il suo carattere dominante, che si può rilevare in ogni sua attività, è la globalizzazione: 11 la conoscenza del bambino è rivolta verso un tutto, un insieme di dati aggregati; concluse quindi che nel percorso di apprendimento, questo suo approccio globale rispetto all’ambiente, deve essere rispettato. Elaborò così un ricco e complesso materiale didattico, privilegiando l’educazione sensoriale nelle prime fasi di apprendimento. Inoltre, pensò di organizzare le attività di studio secondo dei centri di interesse legati ai bisogni fondamentali dell’uomo. Le sue opere più celebri sono: “Verso la scuola rinnovata” (1921), “La funzione della globalizzazione e l’insegnamento” (1929), “Lo sviluppo del linguaggio parlato presso il fanciullo” (1932), opera che diede inizio, insieme alle ricerche di Piaget, allo studio scientifico del linguaggio infantile. Edouard Claparède collaborò con Pierre Bovet 12 , Adolphe Ferrière e Jean Piaget 13 alla scuola di Ginevra, l’opera pedagogica di Claparède riguardò soprattutto l’educazione funzionale e la scuola su misura, tra gli anni ’20 e ’30, e fu espressa dall’autore nelle rispettive e omonime opere. Egli riteneva che la scuola dovesse organizzarsi su misura del fanciullo, rispettandone la natura e i bisogni, progettando quindi dei percorsi di apprendimento individualizzati. Adolphe Ferrière aderì all’attivismo della scuola di Ginevra e nei suoi numerosi scritti pose l’attenzione sulla difesa dei diritti del fanciullo e della libertà, tra i quali: “La scuola attiva” (1920), “La libertà del fanciullo nella scuola attiva” (1923), “La scuola attiva attraverso l’Europa” (1948), e molti altri. L’ambizione di Ferrière consisteva soprattutto in una scuola che fosse in grado di formare il carattere libero e democratico, e che incrementasse l’autonomia del fanciullo in vista dell’autogoverno. Maria Montessori, una delle prime donne medico in Italia, si occupò nel 1906 di coordinare il funzionamento di un certo numero di asili nido infantili a Roma e nel 1907 fondò la prima Casa dei bambini. Tra le principali opere si ricordano: “Il segreto dell’infanzia” (1938), “La formazione dell’uomo” (1949), “La mente assorbente” (1952). Nel suo pensiero, risulta centrale la rivendicazione del concetto di autonomia del bambino, da perseguire e realizzare attraverso il riconoscimento ed il potenziamento dell’intelligenza infantile. Perché ciò avvenga è necessario: intervenire sulla predisposizione dell’ambiente educativo, che deve essere proposto a misura di bambino, per consentirgli di compiere azioni in totale autonomia; mettere a disposizione del bambino materiale di sviluppo sensoriale che sia costruito e 11 O. DECROLY, La funzione di globalizzazione e l’insegnamento, La Nuova Italia, 1969. 12 P. BOVET, La libertà nell’educazione, Paravia, Torino, 1975. 13 J. PIAGET, Lo sviluppo mentale del bambino e altri studi di psicologia, Einaudi, Torino, 1967.
Estratto dalla tesi: La scatola azzurra e la sua applicazione nel settore educativo-scolastico