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Papa Alessandro VI Borgia (1492-1503)

Laurea liv.I

Facoltà: Beni culturali

Autore: Antonella Mesce Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 33 click dal 01/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Antonella Mesce

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costumi corrotti della curia romana, lacerata dalle accuse di simonia, nepotismo, bramosia di potere e comportamenti lascivi. Papa Alessandro VI oltre ad essere un papa è soprattutto un uomo come gli altri, secondo molti storici, egli si comportò come uomo rinascimentale più che come papa. In realtà egli non fece altro che adattarsi ai costumi dell’epoca, a modi di governo della Chiesa che a partire da Sisto IV si erano consolidati in maniera sempre più forte. Nel 1492 ci furono dodici nomine cardinalizie, molte dietro compenso, altre legate a questioni politiche o familiari alle quali, alla loro creazione, acconsentirono solo sette cardinali, gli altri dissentirono. D’altronde il papa deve anche ricompensare i cardinali che gli hanno dato il voto; una tradizione ormai consolidata dopo ogni elezione. L’anno successivo il papa non tardò a riconoscere pubblicamente, così come aveva già fatto papa Innocenzo VII , i suoi figli nati dalla precedente unione con Vannozza Cattanei, durante il suo periodo cardinalizio. Per ognuno di loro egli aveva elaborato un progetto importante. Essi sono rispettivamente: Cesare, Juan, Lucrezia e Jofrè. Ebbe anche altri figli precedentemente, nati da madri ignote: Pedro Luis, Isabella e Girolama e altri nati successivamente che gli furono attribuiti: Giovanni “l’infans romanus” e Rodrigo. La figura di Lucrezia, che per secoli è stata denigrata e paragonata a quella di una cortigiana, è stata da pochi decenni rivalutata positivamente al seguito di una nuova rilettura dei documenti relativi alla sua vita. Essa oggi viene vista, soprattutto nella prima parte della sua vita come una pedina nelle mani del padre per assecondare le varie alleanze e i progetti politici suoi e del fratello Cesare; anche se successivamente diede dimostrazione di essere un’abile donna colta e intraprendente anche nell’amministrazione politica. A dimostrazione di quanto appena detto il 12 giugno 1493 Lucrezia andò in sposa a Giovanni Sforza signore di Pesaro. Fu lo stesso vicecancelliere Ascanio Sforza a suggerire questo matrimonio politico; in quanto il papa aveva bisogno di alleati e in questo modo 13
Estratto dalla tesi: Papa Alessandro VI Borgia (1492-1503)