Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La persona sottoposta a CPAP con scafandro: comfort, compliance e sicurezza. Revisione della letteratura

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Infermieristiche

Autore: Valentina Calabrese Contatta »

Composta da 59 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 317 click dal 23/02/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Estratto della Tesi di Valentina Calabrese

Mostra/Nascondi contenuto.
5 la vita del paziente, l’ insufficienza respiratoria cronica (IRC) può avere un aspetto clinico meno drammatico e non sempre facilmente evidente nei segni e sintomi, anche per i meccanismi compensatori che si possono instaurare con il tempo. L’insufficienza respiratoria riacutizzata può essere causata dal sovrapporsi di una delle patologie causanti dell’IR acuta su una condizione già presente di insufficienza respiratoria cronica (4). L’ IR può essere classificata come ipossiemica (tipo 1) o ipercapnica (tipo2). - L’insufficienza respiratoria ipossiemica (detta anche insufficienza polmonare o dello scambio dei gas) è caratterizzata da una PaO2 inferiore a 60 mmHg con PaCO2 normale o diminuita. Questa è la forma più comune e può essere associata a tutte le patologie acute polmonari che portano a collasso degli spazi aerei e degli alveoli. Esempio di IRA di tipo 1 è l’edema polmonare acuto cardiogeno (EPAc), un accumulo di liquido extravascolare negli alveoli polmonari dovuto ad alterazione delle forze idrostatiche a livello capillare e ad aumento della permeabilità vascolare del circolo polmonare. - L’IR ipercapnica (tipo 2), condizione meno frequente, è caratterizzata da PaCO2 superiore a 45 mmHg (detta insufficienza ventilatoria o di pompa). L’ipossiemia è, tuttavia, comunemente associata all’ipercapnia nei pazienti con insufficienza respiratoria di tipo2. La diagnosi di insufficienza respiratoria acuta o cronica si basa inizialmente sul sospetto clinico il quale sarà confermato dai valori delle pressioni parziali dei gas (PaO2 e PaCO2) nel sangue arterioso ottenuti attraverso la tecnica dell’emogasanalisi. 2.1. SEGNI E SINTOMI DELL’INSUFFICIENZA RESPIRATORIA. L’insufficienza respiratoria si ripercuote fatalmente su tutti gli organi ed apparati per la comune compromissione dell’ultimo anello della respirazione, la respirazione cellulare, e per l’automatico sviluppo di meccanismi di compenso che variano in funzione del tipo, della gravità, e della rapidità di insorgenza. Ne deriva che le manifestazioni cliniche dell’insufficienza respiratoria si possono esprimere, oltre che con segni e sintomi tipicamente “respiratori” anche con manifestazioni legate a compromissione di altri apparati o sistemi. I segni e sintomi dell’insufficienza respiratoria possono frequentemente riflettere la patologia sottostante; tuttavia le principali manifestazioni possono essere indicative anche di quadri patologici di altra natura:
Estratto dalla tesi: La persona sottoposta a CPAP con scafandro: comfort, compliance e sicurezza. Revisione della letteratura