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Educazione, scuola e progresso sociale nel pensiero pedagogico di John Dewey

Estratto della Tesi di Michele Nucciotti

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10 dell’educazione a partire dalla dimensione psicologica del bambino, tenendone sotto osservazione la costante evoluzione. Significativa anche la centralità attribuita alla dimensione etica, con lo scopo di favorire nell’educando la comprensione della propria realtà sociale e la capacità di contribuire alla sua trasformazione, che diverrà uno dei nodi centrali di Scuola e società. Nel complesso la sua visione pedagogica prende forma in un contesto filosofico e scientifico profondamente mutato, anche grazie ai contributi della nuova psicologia, che portano il filosofo americano a rifiutare il naturalismo rousseauiano pur considerando il puerocentrismo un aspetto ormai imprescindibile dell’educazione e a sostenere che «ciò che nutrimento e riproduzione sono per la vita biologica, l’educazione è per la vita sociale» 27 . 1.2. Le scuole nuove e l’attivismo pedagogico Come recentemente sottolineato 28 , una delle chiavi di accesso per procedere alla definizione di un quadro generale dell’attivismo pedagogico, e del fenomeno delle scuole nuove, è fornita da quel capovolgimento di prospettiva che lo stesso Dewey descrive in Scuola e società: Ora, nella nostra educazione si sta verificando lo spostamento del centro di gravità. È un cambiamento, una rivoluzione, non diversa da quella provocata da Copernico, quando spostò il centro dell’astronomia dalla Terra al Sole. Nel nostro il sole diventa il fanciullo intorno al quale girano gli strumenti dell’educazione. Esso è il centro intorno al quale essi sono organizzati 29 . Tale rivoluzione, ancora oggi operativa e alla ricerca di un’affermazione definitiva, ci aiuta a comprendere le grandi trasformazioni che in ambito pedagogico hanno portato, fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, al diffondersi in Europa 30 e negli Stati Uniti di un 27 J. Dewey, Democrazia e educazione, a cura di G. Spadafora, Edizioni Anicia, Roma, 2018, p. 106. 28 Cfr. M. Fiorucci, G. Lopez, Introduzione, in M. Fiorucci, G. Lopez, John Dewey e la pedagogia democratica del ‘900, Roma Tre-Press, Roma, 2017, p. 7. 29 J. Dewey, Scuola e società, op. cit., p. 60. 30 La prima esperienza di educazione nuova viene fatta risalire a Cecil Reddie, in Inghilterra, che nel 1889 ha introdotto una forma di collegio fondata su principi pedagogici innovativi: obbligatorietà del lavoro manuale; educazione scientifica; attribuzione di importanza alla dimensione esperienziale; responsabilizzazione del soggetto, finalizzata anche all’acquisizione di autonomia. Nel 1898, Edmond Demolins pubblica in Francia il volume Éducation nouvelle, considerato un manifesto dei principi dell’educazione nuova. Per quanto riguarda lo scenario italiano si ricorda il lavoro svolto da Maria Montessori (1870-1952), che nel suo percorso di
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Educazione, scuola e progresso sociale nel pensiero pedagogico di John Dewey

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Informazioni tesi

  Autore: Michele Nucciotti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scenze dell'Educazione
  Relatore: Francesca Borruso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

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