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Le dinamiche di riconoscimento dei volti stranieri e l’effetto hijāb

Informazioni tesi

  Autore: Patrizia Dal Monte
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Cristina Iani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Da dove si origina il bias verso lo straniero? È da attribuirsi solo a dinamiche di categorizzazione sociale o anche a quelle di tipo percettivo? Come la percezione di estraneità incide sul riconoscimento dei volti? E ancora, la percezione di estraneità dei volti, nelle sue diverse forme, condivide elementi con quella razziale?

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  Autore: Patrizia Dal Monte
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Cristina Iani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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Introduzione Ci sono quelli che vengono da lontano, e non importa se questi luoghi sono luoghi del cuore, della mente o dello spazio… Essi sono ‘stranieri’ ‘diversi’ e il loro avvicinarsi destabilizza gli orizzonti dell’abitudine, della consuetudine. Sentiamo odori diversi nell’aria che rimandano a gusti diversi e ci colgono equilibri diversi di forme, posizioni, colori... udiamo suoni diversi e ci pare adombrino pensieri ed emozioni diverse. Tocchiamo... spesso involontariamente e qualche volta per amicizia o per passione, corpi che ci sembravano diversi. 1 L’Italia, che fino a pochi decenni fa era un paese monoculturale, in breve tempo è diventata paese di immigrazione e fatica a prendere coscienza di questa realtà e dare ad essa il giusto significato. Al mutamento del volto, ma anche degli abiti, degli odori, delle tradizioni culturali dei cittadini che abitano il Paese si è accompagnata una progressiva crisi economica e la tentazione di trovare relazioni causali tra i due fenomeni è molto forte e abbondantemente nutrita dai discorsi populisti di alcuni orientamenti politici. Se la politica tentenna a riconoscere i diritti base, vedi le interminabili discussioni sullo ius soli, ma anche quello sulla libertà religiosa, lontano, nella vita reale, si intrecciano relazioni d’amore o di amicizia, nascono bambini, ci sono scontri, ma anche forze sociali positive cercano nuovi confronti. La relazione interetnica è stata a lungo investigata in paesi in cui essa è una realtà di più antica data. La psicologia cognitiva e la psicologia sociale hanno dato un importante contributo alla lettura delle dinamiche che la caratterizzano permettendo di elaborare dei modelli per il miglioramento della sua qualità. Fenomeni come stereotipi e pregiudizi verso le persone di altra razza sembrano sorgere già in età precoce e hanno un ruolo significativo che deve essere analizzato in vista della realizzazione di una corretta integrazione che favorisca la coesione sociale. Alla differenza etnica si accompagna anche quella religiosa, che è più saliente nel caso delle persone musulmane, poiché essa è connotata da una maggiore visibilità e anche perché, a nostro parere, è stata oggetto di una particolare insistenza politico-mediatica tesa a estraniare tale realtà vedi, ad esempio, l’onnipresente e idilliaco discorso sulle radici ebraico-cristiane-illuministiche dell’Europa e il silenzio completo sull’apporto storico della cultura musulmana a quella europea (cfr. Cardini, 2011). Così il diverso è apparso ancora più diverso, e si è sentito ancora più diverso, perché una parte della nostra identità, come è stato evidenziato nell’ambito della psicologia sociale, deriva dalle percezioni altrui. A ciò ha contribuito non poco il drammatico fenomeno del terrorismo, non è qui il luogo per discuterne i significati, ma certamente esso ha instaurato fermamente nella mente dell’adepto televisivo, 1 L’incipit in forma narrativa è dell’autrice della tesi. 4

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discriminazione
categorizzazione
riconoscimento volti
ricerche cross race
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hijab
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