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Guaritrici di campagna, medichesse e streghe. La medicina popolare alle origini dell'assistenza e delle cure infermieristiche

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do: “Oh Upulero, serviti del volatile; lascia cadere un bambino, ti imploro, ti scongiuro, lascia cadere un bambino che scenda nelle mie mani e nel mio grembo”. Poi chiede alla donna: “ E’ arrivato il bambino?”, e la donna rispon- de: “Sì, sta già poppando”. Dopo di che l’uomo tiene il volatile sul capo del marito, mormorando parole magiche. Alla fine il volatile viene ucciso e, insie- me con del betel 6 , posto sull’altare domestico. Al termine della cerimonia, in tutto il villaggio si sparge la voce che la donna ha partorito e le sue amiche vanno a congratularsi con lei. In questo caso la simbolica nascita del bambino è semplicemente un rito magico destinato ad assicurare, per imitazione o mimesi, che nascerà realmente un figlio e si cerca di potenziare l’efficacia di questo rituale mediante la pre- ghiera ed il sacrificio. La magia perciò si mescola e si rafforza con la religione. Questi principi, che si trovano ancora oggi diffusi e sempre uguali in ogni forma di magia e presso qualsiasi popolo, formano la base fondamentale di un ragionamento strettamente coerente e guidato da una apparente logica. Se si recepisce perciò la magia alle sue origini come il cercare di voler im- porre la propria volontà al naturale svolgersi dei fenomeni e di potere regolare a proprio piacere l’ordine delle cose, si può dedurre come la figura dello stre- gone, della strega o della fattucchiera sia sempre risultata antitetica a quella del sacerdote. La progressione dalla religione alla magia e dalla magia alla scienza va in- tesa in senso logico, senza credere che l’una abbia mai escluso l’altra. Come oggi accade, è infatti possibile la coesistenza della religione con la scienza, della medicina scientifica con quella magica, anzi, questi due campi possono integrarsi a vicenda ed è proprio questa caratteristica che ha fatto sì che la medicina popolare sia sopravvissuta al progresso scientifico moderno, divenendo sempre meno appannaggio degli strati suburbani e rurali per diveni- re possesso della popolazione industrializzata. 6 Pianta rampicante del genere Pepe (Piper betle), comune nell’Asia meridionale qui probabil- mente inteso come olio aromatico e balsamico ricavato dalle foglie di tale pianta. La foglia di betel è utilizzata dai periodi antichi come stimolante aromatico e afrodisiaco. Viene inoltre usa- ta in parecchi rimedi comuni della famiglia. 16

Anteprima della Tesi di Maja Tommasini

Anteprima della tesi: Guaritrici di campagna, medichesse e streghe. La medicina popolare alle origini dell'assistenza e delle cure infermieristiche, Pagina 11

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Maja Tommasini Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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