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La morale di Nietzsche

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7così dolce l’inganno! È tuttavia inganno, ci risponderà sicuramente. Non è d'altronde la sua una operazione demistificatrice, non è forse suo compito condurre l’uomo alla visione della vera realtà, dopo aver eclissato quello falso? Timore e amore. Più dell’amore è stato il timore a promuovere l’universale approfondimento conoscitivo dell’essere umano; il timore, infatti, vuole divinare chi è l’altro, che cosa può, che cosa ha in animo: ingannarsi su questo punto costituirebbe un pericolo e un danno. L’amore, viceversa, ha un impulso segreto a vedere nell’altro come possibili le più belle cose del mondo, o ad innalzarlo più in alto possibile: ingannarsi a questo riguardo sarebbe per esso un piacere e un vantaggio - e così fa. 10 Certamente l’atto conoscitivo deve essere il momento principale dell’amore, se tuttavia è falsato, corriamo veramente il rischio di amare una nostra idea. Il nostro inganno è tuttavia cosciente? Esiste forse una parte di noi consapevole di questo inganno e, nonostante tutto, ridotta al silenzio? È il nostro ingannare noi stessi un nostroartificioonesiamosolamentevittime?Sembrapropriochesiamocoscientidi ciò, perché siamo noi per primi a voler ingannare l’altro. Se dobbiamo prepararci per un appuntamento amoroso, cerchiamo il miglior abito, che possediamo, ci profumiamo in abbondanza, stiamo attenti a ciò che diciamo, ben esercitati da nostre precedenti esperienze e dai consigli degli amici sul come comportarci. Il nostro è un continuo mentire, camuffare, truccare, trasformare: esaltare i nostri pregi e annullare i nostri difetti è il nostro compito principale e dobbiamo stare attenti a non comportarci naturalmente per non compromettere la nostra commedia e per non smascherare la nostra arte. Senza vanità. Quando si ama, si vuole che i nostri difetti restino celati – non per vanità, ma perché l’essere amato non deve soffrire. Anzi, chi ama vorrebbe sembrare un dio – e anche questo non per vanità. 11 Non c’è vanità perché le regole del gioco stabiliscono proprio ciò, è necessario ingannare se stessi e gli altri, e non c’è nessun problema. O no? In fondo, chi ha stabilito queste regole? Non sono state forse gli uomini? Ma chi avrà il coraggio di infrangerle sulla propria pelle, senza correre il rischio di essere estromesso dal gioco? Dobbiamo in qualche modo pavoneggiarci senza mostrare la nostra arte, dobbiamo proprio, come diceva Nietzsche, esercitarci a tal punto da far diventare il nostro agire un’abitudine; in fondo non è così difficile! 10 Nietzsche, A, af.309, pag.186 11 Nietzsche, GS, af.263, pag.196

Anteprima della Tesi di Fabio Sacco

Anteprima della tesi: La morale di Nietzsche, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Sacco Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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