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La morale di Nietzsche

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IV essere rivolto ad ogni singolo uomo? E, come conseguenza di entrambe le risoluzioni, quale sarà il destino, il compito della massa, tanto dispregiata da Nietzsche? O meglio ancora, egli, scrivendo dell’uomo-gregge, ha voluto esprimere concetti più profondi di un semplice odio di casta? È conciliabile tutto il suo pensiero con un orientamento razzista, ipotesi sostenuta da molti suoi accusatori? E Nietzsche è mai stato poi veramente razzista? Ma sempre per continuare ad interrogarci della dimensione della «volontà di potenza», come si rivolge Nietzsche alla dimensione tradizionale dell’uomo, alla sua vita concreta? Si è spesso parlato di Nietzsche in termini astratti, dimenticando che egli si occupa soprattutto di fatti concreti, della vita umana, della quotidianità del vivere. Ecco allora che egli non tralascia, tra le sue innumerevoli pagine, ampi passi e piccoli aforismi, che illustrano una quotidianità che va sempre più svelando i suoi più intimi e nascosti significati. Che cosa è celato dietro ogni agire umano secondo Nietzsche? Chi si professa liberatore dell’uomo, può forse esimersi dall’analizzare ciò che circonda l’uomo? Egli non poteva dunque non controllare l’amicizia e l’amore, sentimenti che accompagnano la nostra esistenza spesso in modo inautentico e spontaneo. Ma è possibile riflettere sul nostro modo di agire nei confronti dell’amico e dell’amata? Quali comportamenti e azioni sono esercitati in queste relazioni, esiste davvero una totale dedizione all’altro, definibile come puro altruismo, o dietro di essi si nasconde altro? Può essere vista l’amicizia come semplice condivisione di divertimento, come abitudinario trascorrere delle ore della giornata o può essere trovato un significato più ampio e decisivo? L’amicizia è dunque un concetto completamente estraneo alla semplice compagnia, al trascorrere delle ore dedito esclusivamente alla spensieratezza? Che rapporto esiste tra compatire e congioire? e che cosa significa il disprezzo nietzscheano della compassione? Come si rapporta l’uomo all’“altro”? Che senso ha la lotta, lo scontro con il nemico? Può forse risolversi tutto come odio? Nietzsche cerca forse la distruzione dei nemici? E se fosse invece importante e fondamentale l’esperienza della condivisione, del dono, se l’esistenza fosse riportata ad uno stato più autentico e nobilitante? Come deve essere educato l’uomo? Che cosa è necessario per l’allevamento di superuomini, d’uomini migliori? In quale modo il maestro porterà il suo compito ad eccellenti risultati per migliorare l’allievo? Sarà l’educazione, dunque, una schiavitù o una liberazione e appropriazione di se stesso? Che cosa chiede, dunque, Nietzsche all’uomo? Tutte queste domande, e molte altre, sono oggetto del lavoro, sicuro che l’unico modo per avvicinarsi a Nietzsche sia costatare che cosa abbia veramente detto e che cosa rifiutò; mi propongo dunque d’essere fedele alla lettera degli scritti (includendo dunque anche i suoi rapporti epistolari con gli amici) e alla vita, all’esperienza realmente fatta da Nietzsche.

Anteprima della Tesi di Fabio Sacco

Anteprima della tesi: La morale di Nietzsche, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Sacco Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.