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L'usura

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di solidarietà tra le tribù di Israele; tale obbligo si traduce nel fenomeno della remissione 5 , secondo la quale ogni sette anni vengono condonati i debiti precedentemente assunti dai componenti di una tribù. Anche se è incerto se si tratti di un condono definitivo o di una dilazione nei pagamenti per un anno, il precetto ha lo scopo di esaltare la giustizia sostanziale, così da impedire l’usura, l’egoismo ed il calcolo. Nella Grecia antica, filosofi e pensatori di grande rilievo, quali Platone e Aristotele, si pronunciano in maniera negativa nei confronti del fenomeno usurario. Infatti, nella sua opera più significativa, La Repubblica, Platone esprime un giudizio di condanna assoluta per ogni pratica usuraria 6 , giudizio ripetutamente ribadito nei Dialoghi e nelle Leggi 7 . Aristotele, sulla scia del pensiero platonico, ritiene che proprio come la proprietà ha due usi, l’uno proprio della cosa posseduta, l’altro per effettuare scambi, così vi sono due modi di guadagnare: lo scambio o baratto e l’accumulazione capitalistica. Ne consegue che il modo più riprovevole di procurarsi un guadagno è quello in cui 4 Deuteronomio 23, 20-21: “Non farai al tuo fratello prestito ad interesse, ne di denaro ne di viveri, ne di qualunque cosa che si presta ad interesse. Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello, perché il Signore Tuo Dio ti benedica in tutto ciò a cui metterai mano, nel paese di cui stai per andare a prendere possesso”. 5 Deuteronomio, 15, 1-5: “Al termine di sette anni farai il condono. In questo consiste il condono: chiunque detiene un pegno condonerà ciò per cui ha ottenuto il pegno dal suo prossimo ne sul suo fratello, poiché è stato proclamato il condono davanti al Signore. Avanzerai pretese sullo straniero, ma al fratello condonerai quanto di suo avrai presso di te. Del resto non ci sarà presso di te alcun povero poiché il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore Tuo Dio ti dona in eredità perché tu la possieda, se però ascolterai attentamente la voce del Signore Tuo Dio, osservando e praticando tutti gli ordini che oggi ti prescrivono”. 6 PLATONE, La Repubblica, 8, 555: “Allora costoro, credo, se ne stanno oziosi nella città,muniti di pungiglioni e di armi: chi è carico di debiti, chi senza diritti civili, chi poi gravato da due mali. E pieni di odio tramano insidie a chi ha acquistato i loro beni e agli altri, bramosi di una rivoluzione.- E’ così.- Gli uomini d’affari, a testa bassa, fanno finta di non vederli nemmeno; e chi dei rimanenti dà via via segno di cedere, lo feriscono buttandogli denaro e, riportando moltiplicati i frutti di quel padre, moltiplicano nello stato i fuchi e i poveracci” 7 Leggi, 5, 742: “Chi prende moglie o dà in moglie la figlia non deve rispettivamente ricevere nessun tipo di dote assolutamente; nessuno poi può depositare denaro presso chi non è di sua fiducia, né darlo in prestito per interesse; la legge non obbliga affatto chi ha ricevuto il prestito a pagare l’interesse o a restituire il capitale”. 922:”Chi, avendo ricevuto, in anticipo sul pagamento, una prestazione di opera, non la ricambia pagando la ricompensa nel tempo convenuto, sia condannato a pagare il doppio; passato un anno, pur essendo proibito in ogni altro caso trarre interessi dal denaro, e cioè per quante ricchezza si danno a prestito per interesse, in questo caso costui pagherà anche l’interesse di un obolo al mese per ogni dracma del prezzo del lavoro”. 6
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L'usura

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Informazioni tesi

  Autore: Roberto Mattioli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandra Giunti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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interessi usurari
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l. 7.3.1996 n.108
letteratura ed usura
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