Per una democrazia radicale: da metodo a ideale normativo

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5 1. Democrazia come ideale normativo 1.1 Democrazia e metodo democratico Quando parliamo di democrazia oggi, riferendoci alle forme dei governi occidentali contemporanei, intendiamo, o quantomeno crediamo di designare con questo termine, uno stato di cose che ha in sé un valore normativo, una sorta di governo incontrastato dei diritti umani, il migliore dei governi possibili, quello che ci assicura la massima libertà e il massimo benessere insieme; la realtà dei fatti è, invece, ben diversa: libertà, uguaglianza e solidarietà non hanno mai regnato sovrane in nessun luogo, determinando e manifestandosi in ogni ambito della società. Ci si potrebbe allora chiedere se non sarebbe più corretto intendere la democrazia soltanto come metodo democratico, strumento di applicazione e di realizzazione dei valori e dei principi che la parola “democrazia” evoca in noi, dei significati che tradizionalmente l’accompagnano da secoli. Si verrebbero così a determinare una democrazia formale, ossia un insieme di criteri procedurali per la produzione di norme, e una democrazia materiale, che vincolerebbe invece il contenuto di tali norme in conformità a principi costituzionali riguardanti quei diritti generalmente ritenuti fondamentali per il cittadino: in primo luogo libertà e uguaglianza/giustizia. Pertanto, come osserva Bobbio, “le norme costituzionali che attribuiscono questi diritti non sono propriamente regole del gioco: sono regole preliminari che permettono lo svolgimento del gioco” (Bobbio, 1989, pag. 7). Ed è questo che attualmente si verifica. Tuttavia, il rischio nel quale s’incorre affidando a delle procedure (che, per quanto si dicano democratiche, restano dei meri strumenti atti a formare la legge) il compito di creare un ordine democratico, è quello di approdare all’indifferenza rispetto ai contenuti intorno ai quali prende forma il consenso, limitando l’istanza di democraticità al solo metodo, di fatto privandolo di ogni validità. Analizzando, infatti, i cardini e le strutture di un regime democratico ottenuto mediante applicazione di tale metodo, ritengo possano emergere numerose contraddizioni ed insanabili tensioni, che dimostrano non solo l’inefficacia, ma molto spesso addirittura l’antidemocraticità insita nella pretesa di fare della democrazia il semplice risultato di un’equazione procedurale.

Anteprima della Tesi di Claudia Vargiu

Anteprima della tesi: Per una democrazia radicale: da metodo a ideale normativo, Pagina 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Vargiu Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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