Dottrina sociale della Chiesa e Costituzione della Repubblica italiana

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9 Per questi motivi la Chiesa non può non considerare i luoghi della vita reale lì dove il battezzato è chiamato a “rendere testimonianza e a farsi costruttore del Regno”. 8 La deduzione delle norma comportamentali dai testi evangelici non deve indurre però nell’erronea idea che si tratti di norme strettamente teologali inaccessibili al non credente, se ne dimostra, infatti, la loro coerenza con i principi della ragione posti alla base della vita sociale e politica, quindi accettabili e comprensibili da tutti a prescindere dall’orientamento religioso. Si concretizza così quell’evangelizzazione integrale della comunità sociale di cui si è detto. 9 Circa il compito di annuncio del messaggio evangelico, il Codice di Diritto Canonico riporta una importante distinzione. Il Codice distingue tra sostanza della fede e dottrina cristiana,se della prima si richiede una proposta “integre et fideliter” (can. 760), per la seconda si richiede un annuncio “conforme alla condizione degli uditori e adattato alle necessità dei tempi” (can. 769), ancora più in particolare, se per la prima è richiesta un assenso di fede, per la seconda un “religioso ossequio 8 PAOLO VI, op. cit., n.29. 9 Cfr. PAOLO VI, op.cit., nn.18-20; GIOVANNI PAOLO II, esort. ap. Catechesi tradendae,1979, n.53, let. enc. Redemptoris missio, 1990, nn. 10-14, 16-17.

Anteprima della Tesi di Dario Previtero

Anteprima della tesi: Dottrina sociale della Chiesa e Costituzione della Repubblica italiana, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Dario Previtero Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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