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La società controllata e la quotazione

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11 abbiamo gruppi in cui ciascuna società è giuridicamente autonoma, sebbene legata da vincoli patrimoniali alle altre e sotto la direzione di un unico vertice: la holding. Il fenomeno dei gruppi di società è andato sempre più diffondendosi in Italia, non solo riguardo alla maggiore imprenditoria italiana, ma anche alle piccole e medie imprese, che da sempre caratterizzano il substrato economico nazionale54. Già nel 1994, il 10% delle imprese, con un numero di dipendenti tra le dieci e le venti unità, ed il 15% di quelle con un numero di dipendenti tra venti e cinquanta, potevano essere ricondotti al fenomeno del gruppo. La percentuale saliva a circa un terzo per le imprese con addetti tra le cinquanta e le cento unità. Il fenomeno caratterizzava poi le medie imprese (tra le cento e le duecento persone occupate) in misura del 70%, fino ad arrivare ai quattro quinti delle realtà societarie medio-grandi (tra i duecento e i mille occupati) ed alla stragrande maggioranza delle grandi società (oltre mille dipendenti)55. Di particolare interesse è il dato fattuale, aggiornato al 2003, fornito dall‟Istituto nazionale di statistica (in seguito abbr. in Istat) sui gruppi di imprese in Italia e riguardante tutte le società di capitali, quotate e non quotate su mercati regolamentati56. In base a tale studio, nel 2003 i gruppi di imprese si assestano su un numero di oltre 59 mila unità (+14% rispetto al 2002), comprendenti più di 138 mila imprese attive residenti, le quali danno occupazione a oltre 5,1 milioni di dipendenti (+4% rispetto all‟anno prima)57. Nell‟ambito dell‟Archivio statistico delle imprese attive (in seguito abbr. in Asia), i gruppi coinvolgono il 3,2 % delle unità attive, circa un terzo degli occupati e del volume di affari58. L‟incidenza è però maggiore guardando alle sole società di capitali: i gruppi rappresentano il 20%, pesando sull‟occupazione di oltre il 57%. 54 Cfr. P. DI TORO, Governance, etica e controllo, Cedam, Milano, 2000, p. 139 ss, che arriva a considerare in una chiave originale il relativo “nanismo” che caratterizza le piccole imprese italiane: “In effetti, se […] si considerassero i gruppi come aziende unitarie ma multidivisionali, saremmo di fronte a un numero ben maggiore di grandi società; d‟altra parte, a livello di dimensione, solo considerando i gruppi comprendenti società quotate, occorrerebbe moltiplicare la «grandezza» di queste ultime per decine e decine di volte sì da avere reale conoscenza della loro portata”. 55 Cfr. M. BIANCO, L. CANNARI, R. CESARI, C. GOLA, G. MANITTA, G. SALVO, L. F. SIGNORINI, Assetti proprietari e mercato delle imprese. Proprietà, modelli di controllo e riallocazione nelle imprese industriali italiane, vol. I, Il Mulino, Bologna, 1994, cap. 5. 56 ISTAT, Statistiche in Breve: I gruppi di imprese in Italia – Anno 2003, 3 marzo 2006. Le informazioni sono tratte dall‟Archivio statistico dei gruppi di imprese, costruito in base ai Regolamenti europei nn. 2186/93 e 696/93 e realizzato integrando fonti amministrative (Archivio Soci delle Camere di commercio, Bilanci Civilistici e Consolidati e archivio delle Partecipazioni Rilevanti della Consob) e fonti statistiche. Per gruppo di imprese, il Regolamento europeo n. 696/93, intende “un‟associazione di imprese retta da legami di tipo finanziario e non”, avente “diversi centri decisionali, in particolare per quel che concerne la politica della produzione, della vendita, degli utili” e in grado di “unificare alcuni aspetti della gestione finanziaria e della fiscalità”. Il gruppo si caratterizza come “l‟entità economica che può effettuare scelte con particolare riguardo alle unità alleate che lo compongono”. 57 ISTAT, Statistiche in Breve: I gruppi di imprese in Italia – Anno 2002, 21 aprile 2005: nel 2002 i gruppi erano oltre 52 mila (+ 1,6% rispetto all‟anno precedente), comprendendo 123 mila imprese attive residenti ed occupando oltre 4,9 milioni di addetti (+ 2,7% rispetto al 2001). 58 ISTAT, 2003, op. cit., p. 1, n. 4: tali statistiche circa il volume d‟affari non contemplano le imprese che operano nel settore dell‟Intermediazione monetaria e finanziaria.
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La società controllata e la quotazione

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Informazioni tesi

  Autore: Guido Poggi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Umberto Tombari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 180

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