Strategie linguistiche e argomentative nella pubblicità

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deputata a ‘dare voce’, attraverso i mass media, ai prodotti dell’industria, a comunicare al pubblico dei potenziali acquirenti l’esistenza sul mercato di un determinato bene – merce o servizio - le sue caratteristiche valoriali, i suoi plus rispetto ai beni concorrenti” (Pitteri, 2003: 469). La terza prospettiva, infine, sottolinea il ruolo della pubblicità in quanto risorsa a disposizione dei consumatori, i quali possono accedervi come ad una sorta di “catalogo continuamente aggiornato delle immagini di sé implicate dalle diverse scelte di consumo e delle modalità socialmente accettabili nell’uso di un certo prodotto o servizio”; una delle funzioni primarie della pubblicità è, cioè, quella di aiutare il consumatore ad ottenere informazioni interessanti o a conoscere il benefit di un prodotto o servizio, in maniera tale che le aziende possano, tramite questa forma di comunicazione apparentemente impersonale, “influenzare, a proprio favore, sia gli atteggiamenti e le scelte riguardanti il consumo dei beni e l’utilizzazione di servizi, sia [soprattutto] la costruzione dell’immagine dei soggetti stessi”(Zanacchi, 1999:23). Tra le suddette prospettive, quella a cui rivolgeremo la nostra maggiore 2 attenzione è sicuramente la prima, che guarda al fenomeno pubblicitario in quanto forma particolare di comunicazione, dotata di caratteristiche e finalità proprie, che sono legate alla tipologia testuale (comunicazione di tipo commerciale), alla committenza (l’impresa), alle finalità (informative ma soprattutto persuasive), all’oggetto (la promozione di una merce, di un servizio, di una realtà sociale). La pubblicità rappresenta, dunque, una forma di comunicazione orientata a fornire informazioni su un determinato prodotto o servizio; tuttavia, il modo in cui adempie a tale funzione non è obiettivo, bensì orientato, selettivo, allo scopo di fornire un messaggio in grado di persuadere all’acquisto, tramite la promozione di un acquisto che, soprattutto nei casi dei beni superflui, non coinvolga né l’intelligenza né la coscienza del destinatario; per adempiere alle proprie finalità, il discorso pubblicitario utilizza sistemi di riferimento obliqui e associa il prodotto ad un’immagine o a un filmato aventi poco o nessun rapporto con essa. Più in generale la pubblicità fa leva su certe aspirazioni socialmente diffuse per intensificarle, in modo da acuire o suscitare il desiderio del bene reclamizzato. Ecco allora alcuni messaggi che insistono sul bisogno di sicurezza, altri, più 2 ‘Maggiore’ e non ‘esclusiva’ attenzione poiché le prospettive considerate sono strettamente connesse, dal momento che rappresentano diversi modi di guardare ad un medesimo fenomeno; non è dunque possibile prescindere totalmente da alcuna di esse; si può solo scegliere, in base ai propri interessi e alle proprie priorità, di adottare un particolare punto di vista. 11

Anteprima della Tesi di Elisa Limardo

Anteprima della tesi: Strategie linguistiche e argomentative nella pubblicità, Pagina 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elisa Limardo Contatta »

Composta da 204 pagine.

 

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