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Il Parlamento nella riforma costituzionale francese del luglio 2008

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INTRODUZIONE A fronte dei cambiamenti sociali, politici ed economici intervenuti nel tempo, il testo costituzionale del 1958 – che aveva dato alla Francia un assetto di poteri stabile ed efficiente, mettendo fine agli squilibri e alle difficoltà della Quarta Repubblica – non sembra più del tutto adatto a garantire un quadro definito entro il quale si vadano a comporre i poteri e le prerogative dell’esecutivo, del legislativo, del giudiziario. Non è di certo una novità nella storia costituzionale francese. A partire dal 1958 , infatti, la Costituzione francese è stata riformata numerose volte con revisioni più o meno significative ed incisive. Da un punto di vista qualitativo, certamente le più importanti si sono avute nel 1962, l’elezione diretta del Presidente della Repubblica a suffragio universale, riforma che Vedel ribattezzò «La deuxiéme Constitution de la Ve République»; nel 1974, l’elezione del Consiglio costituzionale da parte di sessanta deputati e sessanta senatori; nel 2000, la durata quinquennale della Presidenza della Repubblica (non più settennale); nel 2002, l’inversione dell’ordine delle elezioni, con quelle presidenziali di poco precedenti le elezioni legislative. Cosa resta, dunque, del disegno originario? La Costituzione del 1958 ha dato vita ad una formula di razionalizzazione del parlamentarismo che secondo Maurice Duverger costituisce una forma di governo innovativa, c.d. semipresidenziale. Nel 1962, con la prima elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale diretto (nuovo art. 7 Cost.), è stata avviata la restaurazione del potere dell’esecutivo a scapito di quello del Parlamento. Si ha una forte trasformazione dell’assetto istituzionale: il Presidente della Repubblica ha il compito istituzionale di “vigilare sul regolare funzionamento dei poteri pubblici” (art. 5 Cost.); il Governo, il cui Consiglio dei ministri è presieduto dal Capo dello Stato, “determina e dirige la politica della nazione” (art. 20) e, a questo fine, “dispone dell’amministrazione”. Nei fatti, dopo la riforma costituzionale del 1962, la Quinta Repubblica si è orientata in senso marcatamente presidenziale, con la netta preminenza del 3
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Il Parlamento nella riforma costituzionale francese del luglio 2008

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Modesti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Fernanda Bruno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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