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Strumenti Web 2.0 a supporto della didattica: un caso studio

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10 Mash-up Analizziamo ora il modo in cui funziona praticamente il Web 2.0, senza tuttavia entrare in dettagli tecnici che esulano dagli scopi di questa ricerca. Abbiamo affermato che la funzione principale degli utenti è quella di partecipare alla conoscenza collettiva della Rete, e questo consiste spesso nel far rimbalzare da un posto all‟altro le informazioni: da un blog a Twitter, da YouTube a FaceBook, eccetera. E‟ importante ricordare, però, che il Web 2.0 non richiede competenze tecniche avanza- te, anzi: chiunque deve essere in grado, senza conoscere una riga di codice, di partecipa- re attivamente alla comunità online. La risposta a queste esigenze prende il nome di mash-up: ovvero la possibilità di aggre- gare informazioni prelevate da diverse fonti, combinandole all‟occorrenza e integrando- le se desiderato. In questo modo è possibile creare un nuovo contenuto partendo, per esempio, da un vi- deo di YouTube, o da un articolo pubblicato su un quotidiano online, combinandoli e creando un nuovo post da pubblicare sul proprio blog. Oppure è possibile segnalare alla propria social network un articolo su un blog particolarmente interessante e aggiungere un commento personale. Tutto questo in pochissimi click, perché, ancora una volta, le operazioni necessarie agi- scono di nascosto dall‟utente. Se osserviamo con attenzione, infatti, quasi tutti i quoti- diani online mettono a disposizione una barra di link in coda ai proprio articoli: è suffi- ciente scegliere da questa barra l‟icona del proprio blog (Wordpress, Blogger, ecc.) o della propria social network (FaceBook, Ning, SocialGo, ecc.) per veder pubblicato un collegamento a quell‟articolo all‟interno della propria pagina. Allo stesso modo sotto ogni video di YouTube c‟è la possibilità di condividere quel vi- deo su FaceBook o MySpace. In questo modo un utente può navigare sul social network e guardare un contributo che, fisicamente, risiede altrove. In questo modo è possibile anche limitare un fenomeno preoccupate a cui sembra che nessuno abbia ancora pensato seriamente: con il crollo dei costi di servizi e memoria. Con l‟avvento del web 2.0, infatti, la Rete si sta riempiendo di spazzatura: account non utilizzati, blog abbandonati, video ed immagini salvate ovunque e dimenticate. E‟ lecito
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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Corò
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica per le discipline umanistiche
  Relatore: Roberto Polillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 172

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