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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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CAPITOLO 1. IL CODICE PENALE AUSTRIACO DEL 1803 11 di chi materialmente lo compie; l’importante ` e che sia presente l’elemento della malizia, cio` elaprecisa intenzionalit` a, che pu` o spingere a non impedire il delitto, ad occultare le prove alla magistratura, a nascondere il colpevole o aiutarlo a fuggire 3 , a sedurre i militari ed aiutare i disertori (§§190-200, Parte I). Inoltre, per essere incolpati di un delitto, non ` e necessario averlo realmente compiuto, ma basta anche un solo tentativo “tosto che il mal intenzionato intraprende un’azione tendente all’effettiva esecuzione del medesimo; ma ne viene interrotto il compimento soltanto per impotenza, per ostacoli d’altronde sopravvenuti, o per puro caso” (§7, Parte I). Le pene, per qualsiasi tipo di delitto, sono due soltanto: la morte, tramite la forca, e la detenzione in carcere, suddiviso nei tre gradi, semplice, duro e duris- simo; la pena deve essere determinata precisamente, secondo quanto prescritto dalla legge, e pu` o essere decretata per tutta la vita o per un tempo determinato, del quale vengono fissati i limiti (da sei mesi a vent’anni), lasciando all’arbitrio del giudice la scelta in base alla gravit` a del delitto commesso (§15, Parte I). La pena del carcere, inoltre, si accompagna sempre alla prestazione di lavoro, che deve essere pi` u duro proporzionalmente alla maggiore gravit` a della condanna; e la sentenza di morte, o al carcere duro e durissimo, ` e legata alla perdita di ogni titolo militare o nobiliare, anche se questa riguarda soltanto il delinquente e non la sua famiglia o i suoi figli (§23, Parte I). Il §28 prevede che “se un delinquente ` e reo di pi` u delitti di diverso genere, deve punirsi secondo quel delitto, pel quale ` e prescritta la pena pi` u grave, avuto per` o riguardo anche agli altri delitti”: in pi` u, se un suddito austriaco commette un delitto all’Estero, o se un forestiero lo commette all’interno dell’Impero, vengono entrambi puniti secondo il Codice (§§30-31, Parte I). Rispetto a quelle mitiganti, le circostanze aggravanti di un delitto non sono molto numerose: in genere, se la deliberazione del delitto e i mezzi preparati per attuarlo erano stati lungamente meditati, oppure a seconda di quanti danni aveva causato il delitto e di quante norme erano state violate commettendolo (§36, Parte I). Inoltre, vengono previste anche circostanze specialmente aggra- vanti: l’aver commesso pi` u delitti o la recidivit` a nello stesso reato; la seduzione di altre persone al delitto; l’aver progettato e istigato un delitto, anche se commesso da altri (§37, Parte I). A processo gi` a avviato, la posizione dell’im- putato si aggrava anche se questi tenta di ingannare l’inquirente, inventando circostanze false (§38, Parte I). La pena poteva per` o essere anche mitigata in molti casi, sia in relazione all’imputato, sia in relazione alla qualit` a del fatto commesso. L’imputato, ad esempio, poteva portare a sua discolpa la debolezza di mente, la minore et` a, un’educazione molto trascurata oppure una condotta incensurabile prima del delitto; inoltre, poteva aver commesso il delitto perch` e spintodaltimoreodallaobbedienzaperaltri,daunastringentepovert` aoperch` e trasportato da una violenta passione, causata da sentimenti “connaturali all’uo- mo”. La mitigazione arrivava anche nel caso in cui l’imputato, pur potendolo, non fosse fuggito all’arresto e si fosse autodenunciato all’autorit` a; oppure, se durante il processo l’imputato avesse deciso di collaborare con l’inquirente, sco- prendo “altri delinquenti, stati fin allora occulti” e suggerendo “l’opportunit` a ed i mezzi per arrestarli”. Era prevista la mitigazione anche quando l’inqui- sizione, non per causa dell’imputato, si protraeva costringendolo in carcere a 3 L’unica eccezione riguarda i parenti in primo grado del colpevole, che non possono essere accusati di correit` a per averlo tenuto nascosto alla magistratura (§195, Parte I).
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La Corte Speciale di Giustizia in Mantova: il reato di alto tradimento nel Regno Lombardo-Veneto (1854-1857)

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Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Zanasi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia moderna
  Relatore: Leonida Tedoldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 278

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