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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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14 b) I rifiuti non pericolosi provenienti da luoghi e locali diversi da quelli previsti nel punto precedente, assimilati hai rifiuti urbani per la qualità e la quantità, secondo quanto previsto dall’articolo 198, comma 2, lettera g) 16 ; c) I rifiuti derivanti dalla pulizia delle strade, d) I rifiuti che si trovano sulle strade e aree soggette ad uso pubblico; e) I rifiuti vegetali provenienti da aree verdi; f) I rifiuti provenienti da attività cimiteriale. Una particolare attenzione va data al punto b) che prevede il meccanismo dell’assimilazione al fine di rendere urbani rifiuti i che per origine sarebbero speciali, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di raccolta e smaltimento. L’articolo 195, comma 2, stabilisce che sono di competenza dello Stato la determina- zione dei criteri quali - quantitativi per l’assimilazione, ma è assente un concreto decreto statale, così si creano non pochi problemi di legittimità dei regolamenti comunali, che individuano nel dettaglio quali rifiuti speciali sono assimilati agli urbani. Una cosa è certa la legge stabilisce dei principi di non assimilabilità ai rifiuti urbani: sub a) I rifiuti che si formano in aree produttive, compresi i magazzini, salvo quelli prodotti negli uffici, nelle mense, nei bar, negli spacci, e nei locali al ser- vizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; sub b) I rifiuti prodotti dalle strutture di vendita con superficie due volte supe- riore ai limiti previsti per gli esercizi di vicinato. Oltre hai rifiuti prodotti dalle imprese, possono essere assimilabili agli urbani anche i rifiuti sanitari. Di per sé i rifiuti sanitari sono classificati come speciali, ma l’articolo 227 del D.lgs. 152/2006 stabilisce: ― Restano ferme le disposizioni speciali, nazionali e comunitarie relative alle altre tipo- logie di rifiuti e in particolare quelle riguardanti: 16 Questo comma prevede che i comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appo- siti regolamenti che stabiliscano in particolare alcuni requisiti. In particolare la lettera g) prevede: l’assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali a quelli urbani secondo quanto previsto dall’articolo 195 comma 2, lettera e), ossia: Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti ne- gli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 114 del 1998 (cioè si applicano i limiti previsti per gli esercizi di vicinato: superficie di vendita non superiore a 150 mq. nei comuni con popolazione residente inferiore a 10.000 abitanti e a 250 mq. nei comuni con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti).
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L'implementazione del SISTRI nella tracciabilità dei rifiuti: vantaggi e criticità

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Flocco
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Alberto Simboli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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mud
sistri
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direttiva 98/2008/ce
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