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Misura della biomassa e del contenuto di carbonio nel comparto epigeo ed ipogeo in boschi di faggio (Fagus sylvatica L.)

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Capitolo I – Introduzione 5 Questa pratica presenta indubbi aspetti positivi dal punto di vista economico e gestionale, con piccole difficoltà per quanto riguarda l’abbattimento e l’esbosco e la programmazione delle diverse operazioni.  Tagli successivi: tendono ad ovviare ad alcuni inconvenienti del taglio a raso. Questo tipo di gestione permette infatti di contenere l’erosione, grazie a una copertura quasi costante del terreno. I tagli successivi utilizzano totalmente il soprassuolo ma in più tempi, con intervalli di qualche anno tra un taglio e l'altro, così che la rinnovazione ha inizio quando solo una parte degli alberi è stata abbattuta e la rinnovazione può affermarsi sotto una copertura parziale. Anche questa forma di trattamento si applica a boschi coetanei, ed è particolarmente adatta a specie che non sono in grado di disseminare a distanza (specie barocore), quali le querce o il Faggio e che nello stadio giovanile non tollerano gli estremi termici, in particolare le gelate tardive. I tagli successivi nella loro forma classica consistono in: - un iniziale asporto del 30-60% della massa legnosa per fornire alle plantule nate nel sottobosco le risorse necessarie a sopravvivere e a crescere (taglio di segmentazione). Le chiome degli alberi rimasti, intercettando le radiazioni, conservano un regime termico simile a quello interno del bosco; - uno o più tagli secondari (non sempre necessari), che fanno giungere con gradualità termico simile a quello interno del bosco; - un taglio alla fine del periodo di rinnovazione (taglio di sgombero) che allontana la copertura residua assicurando le migliori condizioni di illuminazione al novellame il quale ha ormai uno sviluppo tale da non richiedere più una protezione da scottature al colletto o da geli tardivi. Questo tipo di gestione presenta comunque problemi e difficoltà tecniche: il pericolo di danni o di sradicamenti per le piante rilasciate che si trovano bruscamente isolate; la scelta delle piante da abbattere con il taglio di segmentazione; la difficoltà di eseguire il taglio di sgombero senza danneggiare il giovane soprassuolo che si è formato sotto copertura.  Taglio saltuario: utilizzato soprattutto per i boschi disetanei a struttura scalare. Questo metodo consiste nel taglio, ripetuto ogni 10-12 anni (periodo di curazione), di una frazione modesta (20% della massa legnosa) delle piante presenti, scelte nelle diverse classi diametriche, considerate correlate a classi di età. La scelta delle piante da abbattere avviene secondo diversi criteri: la
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Misura della biomassa e del contenuto di carbonio nel comparto epigeo ed ipogeo in boschi di faggio (Fagus sylvatica L.)

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Informazioni tesi

  Autore: Samanta Riva
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze ambientali
  Relatore: Donato Chiatante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

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Parole chiave

ambiente
biomassa
anidride carbonica
botanica
turnover
lai
bacini di carbonio

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