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Prevenzione, valutazione, gestione del rischio stress lavoro-correlato, un'applicazione del Metodo delle Congruenze Organizzative

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7 INTRODUZIONE I drammatici eventi che si verificano con cadenza quotidiana richiamano l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che nuovo, ma spesso ignorato o trattato con superficialità: gli incidenti sul lavoro. I dati diffusi dall’INAIL nel 2010 (INAIL 2011a) registrano 775.374 infortuni sul lavoro, di cui 980 con esito mortale, mentre le denunce per malattie professionali sono state 35.548. Secondo i numeri rilevati da ricerche indipendenti dell’“Osservatorio volontari di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro” (2012), le vittime di incidenti mortali sono state 1080 nel 2010 e 1170 nel 2011, se vi si comprendono i lavoratori “in nero” (che sono invece esclusi dalle statistiche INAIL). Il lavoro su cui si fonda lo Stato italiano secondo la Costituzione repubblicana, anziché fattore di benessere, sviluppo e autorealizzazione, può rivelarsi dunque causa di sofferenze per i lavoratori e le loro famiglie. L’approvazione del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., (più comunemente definito testo unico sulla sicurezza), avvenuta peraltro in un momento di grande sensibilità a seguito del grave incidente della ThyssenKrupp di Torino in cui persero la vita sette operai, avente l’obiettivo di ridurre drasticamente il numero delle morti bianche, ha completamente disatteso le aspettative, dimostrando che il dibattito sulla tutela della sicurezza dei lavoratori è tutt’altro che archiviato. Quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro le questioni su cui si può discutere sono tante, così come sono tante le ipotesi sulla causa, o per meglio dire le cause, di un numero così alto di vittime. Sicuramente vi sono due aspetti fondamentali che non possono essere trascurati e necessitano di un attento esame: la normativa giuridica e i metodi di analisi e intervento nelle situazioni di lavoro. Attraverso la lettura della Direttiva Europea 391/89, del D.Lgs. 626/94 e del vigente D.Lgs. 81/08, si osserva un progressivo spostamento da una concezione primaria della prevenzione, diretta cioè ad evitare i rischi sul luogo di lavoro prima che essi si possano manifestare, ad una secondaria, dove l’intervento deve essere mirato unicamente ad individuare, quantificare e contenere un rischio già in essere. I conseguenti metodi di analisi che ne sono derivati, in particolare attraverso una serie di linee guida che negli anni sono state definite e diffuse
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Informazioni tesi

  Autore: Valerio Miceli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Roberto Albano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

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Parole chiave

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sicurezza sul lavoro
d. lgs. 626-94
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ergonomia
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sociologia dell'organizzazione
epistemologia delle scienze sociali
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metodologia delle scienze sociali
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