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Prevenzione, valutazione, gestione del rischio stress lavoro-correlato, un'applicazione del Metodo delle Congruenze Organizzative

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13 Trasponendo il concetto alla sicurezza sul lavoro, si parla di “risk management” (gestione del rischio). L’intervento non è diretto ad evitare o eliminare un rischio, bensì a contenerne l’esposizione. 3) Prevenzione Terziaria: è un termine tecnico relativo non tanto alla prevenzione della malattia in sé, quanto al contenimento dei suoi esiti più complessi. La prevenzione in questo caso è quella delle complicanze, della recidività e della morte (anche se, in tale caso, tutti i trattamenti terapeutici sarebbero in un certo senso, paradossalmente, “prevenzione”). Con prevenzione terziaria si intende anche la gestione dei deficit e delle disabilità funzionali consequenziali ad uno stato patologico o disfunzionale. Per quanto riguarda l’ambito del lavoro, in questo caso si può parlare di “gestione delle emergenze”. L’intervento è diretto a gestire un danno che ormai si è manifestato. Si pensi ad esempio al tentativo di contenimento della dispersione in mare di carburante in seguito ad un incidente di una petroliera, oppure al contenimento dell’incendio avvenuto in seguito di una esplosione in una fabbrica. In entrambi i casi appena riportati il riferimento è ad interventi di prevenzione terziaria, diretti cioè a limitare i danni. Riassumendo, si nota come nella prevenzione primaria il rischio debba essere evitato, o perlomeno ne debba essere ridotta l’insorgenza, secondo le migliori conoscenze disponibili in un determinato momento. Nella dimensione secondaria si interviene su un rischio che si è ormai già manifestato, nelle sue fasi iniziali, tentando di contenerne l’esposizione. Nella prevenzione terziaria ci si riferisce al peggiore scenario, cioè al contenimento dei danni di un rischio la cui potenzialità si è tradotta in effettiva manifestazione patologica. Si previene, dunque, ogni rischio che possa rappresentare un effettivo o potenziale danno per la salute. L’importanza del diritto delle persone a vedere tutelata la propria salute è sancita, nell’ordinamento italiano, all’articolo 32 della Costituzione, in vigore dal 1 gennaio 1948: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
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Informazioni tesi

  Autore: Valerio Miceli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Roberto Albano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

FAQ

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