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Le procedure di consegna: dall'estradizione al mandato di arresto europeo

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7 perno attorno al quale ruota l’intero procedimento decisionale è il Consiglio dell’Unione. Questo, infatti, svolge un ruolo decisivo riguardo alla concertazione intergovernativa degli Stati e deve adottare gli strumenti che consentano il perseguimento della cooperazione in materia di sicurezza interna. Di fronte alle numerose critiche avanzate alle soluzioni adottate nel settore della cooperazione penale a Maastricht 5 , il Trattato di Amsterdam 6 , firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999, attua un passo più decisivo verso una compiuta forma di cooperazione fra gli Stati europei in materia penale ed effettua una vera e propria riscrittura del terzo pilastro. Realizza una contrazione dei contenuti mediante una parziale “comunitarizzazione”: se da un lato si riorganizza il vasto elenco di materie comprese nel terzo pilastro di Maastricht, attraverso l’inserimento nel primo pilastro dei settori del controllo alle frontiere esterne, asilo, immigrazione e cooperazione giudiziaria in materia civile, dall’altro lato la nuova formulazione dell’art. 29 TUE sembra aprire la strada ad un approccio globale al problema della cooperazione in materia penale, che pure resta affidata al metodo intergovernativo 7 . La sfida insita nel Trattato di Amsterdam è ora quella di garantire che il diritto alla libera circolazione in tutta l'Unione, possa essere goduta in condizioni di sicurezza e di giustizia accessibile a tutti. Gli strumenti per la realizzazione dello “spazio di libertà, sicurezza e giustizia” sono: 5 Il Trattato di Maastricht aveva collocato la disciplina della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale nel più ampio settore GAI (Giustizia e Affari Interni); scelta criticata in relazione sia all’utilizzo del metodo intergovernativo in materie contigue al “primo pilastro”, sia agli strumenti giuridici inadeguati attribuiti al Consiglio, alla scarsità di controllo politico da parte del Parlamento Europeo e dei Parlamenti nazionali ed alla mancanza di controllo giurisdizionale da parte della Corte di Giustizia. 6 Il testo del Trattato è leggibile in http://eur-lex.europea.eu/it/treaties/index.htm 7 Il testo dell’art. 29 TUE: Fatte salve le competenze della Comunità Europea, l’obiettivo che l’Unione si prefigge è “fornire ai cittadini un elevato livello di sicurezza in uno spazio di libertà sicurezza e giustizia”, sviluppando tra gli Stati un’azione comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e prevenendo e reprimendo il razzismo e la xenofobia. Tale obiettivo è perseguito prevenendo e reprimendo la criminalità, organizzata o di altro tipo, in particolare il terrorismo, la tratta degli esseri umani ed i reati contro i minori, il traffico illecito di droga e di armi, la corruzione e la frode, mediante:  una più stretta cooperazione tra le forze di polizia, le autorità doganali e le altre autorità competenti degli Stati membri, sia direttamente che tramite l’ufficio europeo di polizia, attuata grazie anche all'istituzione di Europol, a norma degli art. 30 e 32;  una più stretta cooperazione tra le autorità giudiziarie e le altre autorità degli Stati membri, anche tramite l’Unità Europea di Cooperazione giudiziaria (Eurojust), a norma degli art. 31 e 32;  il ravvicinamento, ove necessario, delle normative degli Stati membri in materia penale, a norma dell’art. 31.
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Le procedure di consegna: dall'estradizione al mandato di arresto europeo

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Informazioni tesi

  Autore: Imma Cirelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Silvia Buzzelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

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mandato d'arresto europeo
mandato d'arresto
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