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Strategie innovative per il contenimento di Pseudomonas syringae pv.actinidiae

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6 Nel 1952 lo stesso Jim MacLoughlin si accordò con la New Zealand Fruit Federation per esportare “Chinese gooseberries” sul mercato dell’Inghilterra e nel 1953 la Nuova Zelanda, unico produttore al mondo, iniziò ad esportare in Giappone, Nord America ed Europa. Alla morte di Hayward Wright nel 1959, il ministero dell’agricoltura neozelandese diede il nome Hayward alla varietà da lui inventata e nello stesso anno le prime 100 casse di “Hayward Chinese Gooseberry” giunsero sul mercato americano di San Francisco. Gli importatori di San Francisco ritenevano che il nome Chinese gooseberries non fosse adatto per il mercato americano e così la società Turners & Growers di Auckland, che esportava il frutto, propose inizialmente il nome “Melonette” e successivamente, nel giugno del 1959, quello di “Kiwifruit” che è l’attuale nome ormai universalmente riconosciuto. A metà degli anni ‘60 i nuovi frutteti di kiwi in N.Z. erano quasi esclusivamente della varietà Hayward e dal 1975 solo tale varietà era accettata per l’esportazione. Il commercio mondiale è stato per molti anni ristretto a questa unica cultivar e il nome Hayward poteva quasi essere preso come sinonimo di kiwi (Ferguson, 1999). 1.1.2 DIFFUSIONE NEL MONDO Per circa un ventennio, dai primi anni ‘60 ai primi anni ‘80, la produzione e la commercializzazione del kiwi sono state monopolizzate dalla Nuova Zelanda. Alla base della sorprendente diffusione del frutto in quegli anni, oltre alle indubbie eccellenti caratteristiche organolettiche che vennero subito apprezzate dai consumatori di tutto il mondo, c’è la straordinaria capacità di conservazione del frutto che rese possibile l’esportazione via mare anche in paesi lontani. Negli anni ‘70 il kiwi era ancora considerato un frutto esotico e alla moda e veniva venduto come prodotto di nicchia principalmente negli USA ed in Europa. Spesso, la vendita al dettaglio era a pezzo anziché a peso e i prezzi erano elevati e non concorrenziali con le altre tipologie di frutta. Sempre in quegli anni, altri paesi come Stati Uniti d’America, Italia, Francia, Grecia, Giappone e Cile avevano iniziato ad investire nella realizzazione di frutteti sperimentali di kiwi senza raggiungere produzioni significative. Il vero cambiamento
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Informazioni tesi

  Autore: Daniele Concina
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Paolo Ermacora
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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