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L'esecuzione della pena di morte in relazione al divieto di tortura: una punizione disumana?

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15 Convenzione contro la tortura, per poi considerare approfonditamente il concetto di “trattamento crudele, disumano o degradante”. In seguito delineeremo gli elementi che differenziano i due concetti, primo per importanza il “purposive element”. Sarà poi necessario sottolineare il carattere assoluto e consuetudinario del divieto di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. All’interno di questo lavoro inseriremo anche un approfondimento sulle perplessità sollevate da alcuni studiosi in merito al contenuto della Convenzione contro la tortura, il quale ci risulterà utile per avere una lettura critica della questione. In seguito considereremo l’interpretazione peculiare adottata dagli Stati uniti d’America in merito al divieto di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Questo Paese infatti, pur avendo ratificato la Convenzione contro la tortura, ha innalzato la soglia minima necessaria a far sì che un determinato atto costituisca una forma di tortura, oltre ad aver messo in dubbio la natura assoluta del divieto di trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Nonostante ciò, vedremo anche che gli Stati Uniti hanno sempre dato grande rilevanza, nell’ambito della propria giurisprudenza, all’ottavo emendamento alla Costituzione che proibisce il ricorso ai trattamenti crudeli ed inusuali. Infine dedicheremo un focus alla categoria dei detenuti, i quali, essendo in una posizione di particolare vulnerabilità, sono suscettibili nel subire atti di tortura o altre forme di maltrattamento in carcere. A tal proposito considereremo i fattori inerenti alla detenzione che possono costituire una violazione del divieto di tortura o di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti. Questo argomento creerà un collegamento con il capitolo successivo, dedicato al death row phenomenon. - Il terzo capitolo, come già è stato anticipato, approfondirà il death row phenomenon, un fenomeno caratterizzato dall’estrema sofferenza vissuta dalle persone detenute nel braccio della morte. Prima di occuparci interamente dello studio di tale fenomeno, dedicheremo un paragrafo alla relazione fra pena di morte e divieto di tortura, vedendo in che modo questa è stata considerata da parte degli organismi internazionali. Rimanderemo di conseguenza all’Interim report del 2012 dello Special Rapporteur per la tortura MØndez. Definiremo poi il death row phenomenon, dedicando un paragrafo a ciascuna circostanza che lo caratterizza. Questa strutturazione del capitolo fornisce una chiave di lettura del death row phenomenon ben precisa, volta a dare eguale rilevanza a ciascuna delle circostanze. In seguito, infatti, verificheremo in che modo è stato disciplinato il death row phenomenon dalla giurisprudenza internazionale e domestica riportando la casistica in merito, dalla quale
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L'esecuzione della pena di morte in relazione al divieto di tortura: una punizione disumana?

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Informazioni tesi

  Autore: Angela Sallustio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Luisa Vierucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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Parole chiave

diritto internazionale
diritti umani
detenzione
pena di morte
tortura
human rights
divieto di tortura
braccio della morte
metodi di esecuzione
death row

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