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GENNAIO 1943: La ritirata degli alpini di Russia nelle memorie di un testimone

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Introduzione La tragedia europea del novecento è prima di tutto memoria collettiva e deve essere ricordata per questo. Nella vicenda della campagna di Russia c’è qualcosa che va oltre alla ricostruzione storica dei singoli eventi e alla scientificità storica dei fatti. Tutti noi individui siamo parte di un unico popolo di un grande continente: abbiamo vissuto insieme quell’identica tragedia. È chiaro però che nonostante tutto questo, il mondo non ha saputo portare avanti la negazione della guerra stessa. Nel corso degli anni è stato scritto molto rispetto alle guerre che hanno messo il nostro mondo in ginocchio per buona parte del secolo scorso. Tralasciando i manuali di storia, che si riferiscono a quegli eventi parlando specificatamente dei dati statistici, è bene ricordare prima di tutto quegli autori che hanno vissuto in prima persona i fatti e nella loro formazione hanno quindi potuto maturare una linea pacifista. Mi riferisco in particolare a due donne che grazie alla loro tenacia hanno studiato i fatti schierandosi apertamente contro il militarismo. La prima è l’autrice pacifista Vera Brittain che, nella tragedia della perdita di tante persone care durante entrambi i conflitti, ha saputo descrivere con una solennità e dolcezza abbagliante la perdita di una generazione intera causata dalla distruzione di vite umane innocenti. La seconda donna cui mi sono ispirata è l’austriaca Bertha V on Suttner che visse in nome della pace e morì prima ancora che scoppiasse la Grande Guerra. L’autrice ha saputo profetizzare le conseguenze della politica della guerra preventiva e del riarmo, nella denuncia delle azioni belligeranti e delle industrie che promuovono la vendita delle armi. Ricordando una sua lettera del 1893: «Non è stato l’abbandono dei fossati e dei ponti levatoi che hanno messo fine alla reciproca guerra di faida dei feudatari; è stata piuttosto la fine del sistema di faida, con la pace, prima imposta, poi diventata costume, che ha reso inutili i fossati ed i ponti levatoi». 1 Ho avuto inoltre modo di riflettere sulla testimonianza storica dei fatti anche grazie all’emozionante ritrovamento della lettera che un alpino scrisse alla sua famiglia Cit. da B. VON SUTTNER, Giù le armi! Fuori la guerra dalla storia, a cura di Annapaola Laldi edizione 1 gruppo Abele. pg 31. !1
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GENNAIO 1943: La ritirata degli alpini di Russia nelle memorie di un testimone

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Marquardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lettere
  Relatore: Fulvio Salimbeni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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