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Correlati neurofisiologici dell'autismo: il contributo dei neuroni specchio

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9 «In quanto segue descriverò un tipo di bambino che è interessante per vari aspetti: i bambini hanno in comune un disturbo fondamentale che si manifesta in modo molto caratteristico in tutti i fenomeni comportamentali ed espressivi. Questo disturbo dà luogo a difficoltà notevoli e molto tipiche nell’integrazione sociale. In molti casi, il fallimento nell’integrazione in un gruppo sociale è la caratteristica più notevole, ma in altri casi questo fallimento è compensato dalla particolare originalità del pensiero e dell’esperienza, che può portare a successi eccezionali nella vita successiva.» (U. Frith, 1996, p.7) A questo pattern di abilità e comportamenti attribuì il nome di “psicopatia autistica.” Purtroppo la condizione descritta da Hans Asperger fu ignorata per oltre 30 anni dalla comunità scientifica internazionale. Forse ad ostacolare la divulgazione delle sue osservazioni contribuì il fatto che i suoi studi furono scritti in tedesco. Si deve a Lorna Wing la traduzione di tali scritti in inglese. La studiosa portò il suo contributo nella divulgazione di tale sintomatologia, oltre che con la traduzione dell’opera di Asperger, anche con la descrizione di ulteriori 30 casi. La Wing sostituì la definizione di psicopatia autistica con sindrome di Asperger. Sebbene siano state formulate varie ipotesi da parte di numerosi autori per spiegare la causa del disturbo autistico, nessuno di essi è riuscito a fornire una teoria accettata da tutta la comunità̀ scientifica. Una delle prime descrizioni dell’Autismo, portate avanti fino agli anni ‘60 del secolo scorso, ne attribuisce la genesi a conflitti psicodinamici tra madre e bambino in fasi precoci dello sviluppo. Questa teoria deve il suo successo al fatto che Kanner, in uno studio del 1949 (T. Grandin, 2014), descrisse una serie di caratteristiche psicologiche osservate nei genitori questi bambini. Queste erano: appartenenza a una classe sociale elevata, focalizzazione per il successo lavorativo e intellettuale, scarsa empatia, temperamento freddo e distaccato. Tutte queste caratteristiche venivano presentate come fattori che potevano essere causa della comparsa di tale disturbo nel bambino. Ma la tesi psicogena che lo stesso Kanner aveva ipotizzato cominciò presto, agli occhi stessi dell’autore, a vacillare; già̀ nel 1943 scrisse: “….la combinazione di estremo autismo, ossessività ̀ , stereotipia ed ecolalia avvicina il quadro globale di questa forma ad alcuni dei fenomeni di base della schizofrenia...Ma nonostante le notevoli somiglianze, questa condizione differisce sotto molti aspetti da tutti gli altri tipi di schizofrenia infantile. L’isolamento dei bambini
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Correlati neurofisiologici dell'autismo: il contributo dei neuroni specchio

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Informazioni tesi

  Autore: Enza Iandiorio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Niccolò Cusano - Telematica Roma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche
  Relatore: Rinaldo Livio Perri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 82

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Parole chiave

autismo
neuroni specchio
spettro autistico
sistema mirror
onda mu autismo
paradigmi interpretativi autismo

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