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L'usura bancaria: la disciplina penalistica e i riflessi economici

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Capitolo 1. Cenni storici ed evoluzione normativa 14 L’esigenza di una giusta corrispettività negli scambi tra privati risponde ad un’istanza etica di giustizia commutativa 9 , a cui l’ordinamento giuridico deve prestare adeguate forme di tutela affinché le relazioni stesse trovino la loro legittimazione e non siano fonte di supremazia di un soggetto rispetto ad un altro. Da una prima analisi concettuale emerge, dunque, la natura contraddittoria del fenomeno usurario e l’importanza che le antiche origini rivestono nell’attuale e mai placato dibattito dottrinale. Nel corso del tempo gli interventi legislativi hanno cercato di contrastare le problematicità create dal fenomeno criminoso usurario attraverso numerose riforme dirette a solcare più volte il perimetro del bene giuridico tutelato dalla norma positiva. L’analisi della situazione di inferiorità economica di uno dei due contraenti e la conseguente lesione patrimoniale derivante dalla condotta dell’agente, volta alla realizzazione di un ingiusto profitto, sono, secondo una semplificazione estrema, alcuni degli elementi di partenza che permettono di individuare il fenomeno. Al fine di comprendere la diversità di trattamento sanzionatorio susseguitosi soprattutto in epoca recente, fino alla legge n. 108 del 7 marzo 1996, è necessario focalizzare l’attenzione su questi elementi costitutivi della fattispecie di reato come la condotta e la natura dell’evento, perché da essi si evince l’intento protettivo più o meno forte del legislatore. Questa legge, infatti, rappresenta un intervento legislativo tipicamente emergenziale, in quanto, a seguito dalla crisi economica che interessò il nostro paese nel 1992 l’usura si diffuse anche nell’ambiente urbano, colpendo diverse classi sociali e non solo famiglie in difficoltà economica sprovviste dei mezzi necessari per acquistare beni primari. La legge in questione sarà oggetto di analisi approfondita nel secondo capitolo della dissertazione in quanto segna un punto di svolta fondamentale nella lotta all’usura e alle 9 Numerosi filosofi si sono interrogati su questa forma primordiale di giustizia tra cui Aristotele che, per primo, nella sua raccolta di appunti “Etica Nicomachea” distingue tra giustizia commutativa e giustizia distributiva. La prima si rifà ad un concetto di uguaglianza tra gli individui nella regolazione dei rapporti sociali. La seconda, invece, «consiste nella riparazione degli onori, delle ricchezze e di tutte le altre cose divisibili per chi fa parte della cittadinanza» in cui deve essere rispettata la proporzione in equità di rapporti tra persone e cose distribuite. (Aristotele, Etica Nicomachea, libro V, capitolo II, 1130, colonna b, dell’edizione di I. Bekker delle opere di Aristotele, Berlino 1831-1870). Tuttavia, la concezione aristotelica secondo la quale il denaro prestato non può dare il diritto all’ottenimento di un profitto fu superata, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età Moderna, nel pensiero occidentale, grazie ai contributi dei protestanti e della dottrina degli economisti inglesi, partendo dal contratto di mutuo. Si diffuse, infatti, l’idea che al mutuante spettasse un vantaggio economico per il prestito concesso, infatti: «la legittimazione dell’interesse in quanto tale nacque, anzi, con la distinzione fra “interesse” e “usura”», si passa pertanto alla necessarietà di un interesse moderato. (A. BOIDO, Usura e diritto penale- “la meritevolezza” della pena nell’attuale momento storico, CEDAM, 2010, p. 78).
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L'usura bancaria: la disciplina penalistica e i riflessi economici

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Informazioni tesi

  Autore: Irene Roveron
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Diritto
  Relatore: Vittorio Manes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 158

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Parole chiave

usura
interessi usurari
delitto d'usura
t.e.g.m
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