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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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26 In un’epoca di esagerazione, dove i mass media convergono regolarmente su un singolo problema di insicurezza che crea ansia e preoccupazione e lo sfruttano per tutto ciò che vale, l’utilità di una risposta negativa è perfettamente evidente. Non c’è da stupirsi, quindi, che il termine sia diventato parte del repertorio standard del dibattito pubblico. Il panico morale (in inglese moral panic) è una forma di panico collettivo ingiustificato su una questione ritenuta da molte persone una minaccia o un pericolo. Tale fenomeno viene spesso causato da notizie più o meno distorte a scopo sensazionalistico dai vari media tramite delle esagerazioni. Esso può derivare da un’esposizione sproporzionata di un fenomeno reale o fittizio. Il libro di Cohen, Demoni popolari e panico morale, pubblicato per la prima volta nel 1972 (con una terza edizione apparsa 30 anni dopo), fornisce la seguente introduzione al termine: “Una condizione, un episodio, una persona o un gruppo di persone emerge come una minaccia ai valori e agli interessi della società; la sua natura è presentata in modo stilizzato e stereotipato dai mass media; (…) vengono sviluppate o (più spesso) si fa ricorso a modalità per affrontare il problema. La condizione poi scompare, si immerge o si deteriora e diventa più visibile. A volte l'oggetto del panico è abbastanza nuovo e altre volte è qualcosa che esiste da molto tempo, ma all'improvviso appare sotto i riflettori. A volte il panico passa e viene dimenticato, eccetto che nel folklore e nella memoria collettiva; altre volte ha ripercussioni più gravi e di lunga durata e potrebbe produrre cambiamenti nella politica legale e sociale o persino nel modo in cui la società concepisce sé stessa” (Cohen, 2004). Le qualità di sproporzione, esagerazione e allarme sono enfatizzate anche nella definizione fornita da un altro classico dell’analisi del panico morale, Policing the Crisis (Hall et. al., 1978): “Quando la reazione ufficiale a una persona, gruppi di persone o serie di eventi è sproporzionata rispetto all'effettiva minaccia offerta, quando "esperti", sotto forma di capi di polizia, magistratura, politici ed editori percepiscono la minaccia in termini identici, e sembrano parlare 'con una voce' di tassi, diagnosi, prognosi e soluzioni, quando le rappresentazioni dei media universalmente sottolineano aumenti 'improvvisi e drammatici' (in numeri coinvolti o eventi) e 'novità' al di sopra di una valutazione sobria e realistica potrebbe sostenere, quindi crediamo che sia opportuno parlare di un panico morale.” (Hall et al., 1978).
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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Caddeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Magistero
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Matteo Valdes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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