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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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27 Il testo standard sui panici morali Moral Panics: The Social Construction of Deviance (Goode e Ben Yehuda, 1994) identifica cinque attributi-chiave del fenomeno (modello attribuzionale):  preoccupazione (alcuni comportamenti o eventi segnalati provocano ansia);  ostilità (i colpevoli vengono ritratti come demoni popolari);  consenso (la reazione sociale negativa è ampia e unificata);  sproporzionalità (l’estensione della condotta o la minaccia che essa pone sono esagerate);  volatilità (la segnalazione dei media e il panico associato emergono improvvisamente, ma possono anche dissiparsi rapidamente). Come sottolinea Cohen nella sua introduzione alla terza edizione di Folk Devils and Moral Panics (2004), il termine "panico morale" ad oggi viene indicato come una tipologia di reazione collettiva (effetto involontario a breve termine dei mass media sul pubblico) in cui centrale è quello che Gusfield (1967) definisce “passaggio morale”, ovvero un processo di cambiamento che il pubblico compie nel percepire la devianza; ma anche: una forte preoccupazione per il ruolo dei media nella formazione di stereotipi, nel travisare la devianza e la percezione che tale segnalazione potrebbe contribuire a una spirale di amplificazione della devianza. Il legame con la devianza è dunque stato da sempre alla base della costruzione del significato di panico morale. I teorici dell’etichettatura parlavano per lo più di panico morale in relazione a droghe e violenze illegali (Young), violenza sessuale (Lumby e Funnell), frode (Lundström), sesso e droga (Jenks), intossicazione (Critcher) e richiedenti asilo (sia Cohen che Pearce e Charman). La critica alla reazione morale esagerata da parte di una certa marca di imprenditori morali conservatori (creatori di norme e coloro che le fanno applicare) era rivolta principalmente a fenomeni superficiali come l’uso di droghe leggere, la devianza sessuale e il reato minorile piuttosto che l’omicidio, lo stupro o il furto. Di conseguenza, quando Stuart Hall ed i suoi colleghi hanno applicato il termine "panico morale" alla reazione sociale provocata dalla criminalità più dura hanno
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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Caddeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Magistero
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Matteo Valdes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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