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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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29 2.2. Folk devils Una caratteristica necessaria al panico morale è l’esistenza di gruppi marginali, estranei adatti per il ritratto di "demoni popolari". Questo è un concetto strettamente connesso a quello di panico morale, sin dalla definizione di Cohen (1972); egli definisce i demoni popolari come "tipi sociali" che servono come "ricordi visibili di ciò che non dovremmo essere". Ma anche altri autori successivamente hanno usato il termine: Hall e colleghi (1978) definiscono il folk devil come: "l'immagine inversa, l'alternativa a tutto ciò che conosciamo: la negazione; è la paura del fallimento che è nascosta nel cuore del successo, il pericolo che si nasconde all'interno la sicurezza, la figura dissoluta di cui la Virtù è costantemente tentata, la voce minuscola e seducente che ci invita ad alimentare le razioni" (Hall et al. 1978). Klapp (1962) presenta un’analisi della devianza che ha avuto un impatto importante sullo sviluppo del concetto di demone popolare; egli distingue tra i cattivi e i cattivi puri: mentre spiega che i cattivi possono a volte essere confusi con gli eroi (commettono atti illeciti per seguire i propri scopi individuali, ma accettabili), per Klapp (1962), "un puro criminale manca di tratti redentori che lo confondono con un eroe". Il modello di Cohen è stato influenzato da Klapp, nel senso che, come i cattivi puri, i demoni popolari sono privi di qualsiasi qualità positiva. Inoltre, il concetto di “demone popolare” di Cohen è stato poco concettualizzato poiché il suo sviluppo teorico è stato quasi interamente limitato agli studi sul panico morale. Il concetto si riferisce a ad uno specifico gruppo di devianti che viene scelto per interpretare il ruolo di demoni popolari, in gran parte, perché possiede caratteristiche che lo rendono uno schermo adatto su cui la società può proiettare sentimenti di colpa e ambivalenza negati 14 . I resoconti dettagliati di questo processo di negazione e proiezione sono sviluppati in Watney (1987), che discute la reazione della società all’AIDS all’inizio degli anni ‘80 e in Williamson (1985), che analizza l’emergere nel 1890 del demone popolare "bestia nera stupratrice" per indicare l’uomo del Sud 14 Un vivido esempio di questa negazione e proiezione inconscia è il ricorrente panico contemporaneo centrato sui criminali sessuali pedofili. L’intensità dell’attuale paura e del disprezzo nei confronti di chi abusa di minori sembra essere collegata alla colpa inconscia riguardo alla genitorialità negligente e alla diffusa ambivalenza sulla sessualizzazione della cultura moderna.
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Mass media e panico morale: percezione e rappresentazione dell'insicurezza in una società del rischio

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Caddeo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Magistero
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Matteo Valdes
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

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