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Welfare e infanzia nella Bologna del secondo dopoguerra

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4 INTRODUZIONE Donald Sassoon scriveva nel 1997: “Vi è un prodotto emiliano che si distingue per essere visto all'estero come una specificità dell'Emilia? Su questo non possono esserci dubbi: il buongoverno”. 1 Forse oggi, alla luce delle difficoltà finanziarie, di rappresentanza e partecipazione che hanno interessato l'istituto regionale, l'immagine della politica emiliana potrebbe essersi appannata. Certo ha subito una “metamorfosi”, sostenuta da una modificata geografia economica internazionale. 2 Ma è innegabile che in passato il modello emiliano 3 , economico ma anche sociale, sia stato un punto di riferimento nel panorama italiano e internazionale. 4 Nello specifico le politiche rivolte all'infanzia degli enti locali prima, sostenute dalla regione poi, non solo hanno sempre avuto un'eco importante a livello nazionale e internazionale, tra tutte il modello pedagogico/didattico delle scuole di Reggio Emilia, ma rappresentano un impegno che Regione e Comuni hanno mantenuto pur con le difficoltà e i limiti di fattibilità emersi nel corso del tempo. Per l'analisi di queste politiche la tesi si concentra sul capoluogo della regione, Bologna, e su un preciso arco temporale che inizia con il secondo dopoguerra, che vede alla guida dell'Amministrazione bolognese per vent’anni il sindaco Giuseppe Dozza, per giungere ai nostri giorni. L'obiettivo della ricerca è stato indagare le scelte politiche compiute rispetto al welfare, nello specifico rivolto all'infanzia, in un periodo in cui la città veniva ricostruita dalle macerie lasciate dalla guerra e dal fascismo e che si apre ad una nuova e diversa stagione del welfare, con la costituzione della Regione nel 1970. Nel primo capitolo si definisce il termine welfare e in quali articolazioni esso si traduce rispetto all'infanzia. Si introduce successivamente la situazione italiana nei primi anni della Repubblica, la contrapposizione tra la Democrazia Cristiana e i partiti di Sinistra rispetto al 1 D. SASSOON, La regione, le città, i cittadini: immagini anglosassoni, in R. FINZI (a cura di), L'Emilia Romagna, Torino, G. Einaudi, 1997, p. 888. 2 F. MOSCONI (a cura di), La metamorfosi del modello emiliano: l'Emilia-Romagna e i distretti industriali che cambiano, Bologna, Il Mulino, 2012. 3 Cfr. C. DE MARIA (a cura di), Bologna futuro: il modello emiliano alla sfida del XXI Secolo, Bologna, CLUEB, 2012; A. MELLONI, Mito & modello emiliano: lo studio di un modello fra mito e realtà, Reggio Emilia, Diabasis, 2003. 4 S. BRUSCO, “Emilian Model: Productive Decentralisation and Social Integration”, in Cambridge Journal of Economics, vol. 6, 1 giugno 1982, pp. 167-184.
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Welfare e infanzia nella Bologna del secondo dopoguerra

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Informazioni tesi

  Autore: Carola Cattaneo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Pedagogia
  Relatore: Mirella D'Ascenzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

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Parole chiave

bologna
welfare
infanzia
storia della scuola
giuseppe dozza

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