I film di Dario Argento

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12 sequenze più eroticamente esplicite è ravvisabile col primo delitto del film: il ritorno a casa della prima vittima, il suo sistemarsi per la notte, la biancheria indossata, la sigaretta fumata, danno l’impressione che lei si prepari ad attendere un amante e non il proprio carnefice; inoltre con l’arrivo dell’assassino, prima di ucciderla , le lacera la biancheria indossata, per guardarla nella tua totale fisicità. In “Quattro mosche di velluto grigio”, l’assassino è “..una figura che si intravede appena, non ha identità, né sesso; i delitti sono feroci, le armi adoperate diverse, ma il sadismo che li accompagna è il medesimo, come se nel recare la morte l’omicida si liberasse, almeno in parte, del proprio incontenibile dolore. Ma la sua ferocia è anche, allo stesso tempo, l’unica possibilità per sprigionare una sensualità malata e delirante.” 17 In “Le cinque giornate” proprio perché in un contesto di guerra, c’è l’esaltazione di una sensualità selvaggia, senza regole sociali. Arrivando a “Profondo rosso” troviamo diverse sfaccettature: un complesso di Edipo che lega una madre al figlio Carlo che tenta in ogni modo di difenderla; il personaggio femminile di Gianna, sensuale, decisa ,per finire con un travestito, amico del pianista, interpretato da Gabriele Lavia. Ma è con “Inferno” che troviamo una delle scene più erotiche presenti nei suoi film: troviamo infatti Mater Lacrimarum che domina Mark nell’auditorium di musica, accarezzando un gatto bianco, pronunciando parole incomprensibili; le sue labbra infuocate e il suo aspetto attraente catturano il ragazzo che ne resta incantato. Segue, nello stesso film la sequenza riguardante la morte di Carlo e l’amica di Mark, rintanatisi nell’appartamento di lei, accompagnati da quel “Va pensiero” così inquietante. Quando Carlo le appare con un coltello piantato nel collo, le piomba addosso, grondante di sangue, in una sorta di amplesso macabro, da cui l’atterrita Sara cerca invano di liberarsi. Dichiaratamente erotico è chiaramente “Tenebre”, partendo dallo stesso trauma che spinge successivamente il secondo assassino a colpire, fino ad arrivare alle diverse allusioni, come le scarpette rosse e la 17 Fabio Giovannini, Dario Argento, il brivido, il sangue, il thrilling . Dedalo Edizioni,Bari,1986, pg.55.

Anteprima della Tesi di Katia Amadio

Anteprima della tesi: I film di Dario Argento, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Katia Amadio Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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