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Il management del settore radiofonico e le sfide della multimedialità: analisi di casi emblematici

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proprio segnale in Fm, tra le tante stazioni che cominciarono più o meno contemporaneamente. Il primato è conteso tra Radio Bologna, Radio Valle Camonica e Radio Parma. Radio Bologna il 23 Novembre 1974 dà inizio ad una settimana di trasmissioni dimostrative in cui chiede un vero e proprio decentramento dell’informazione radiotelevisiva. Per dimostrare una possibile realizzazione, trasmette servizi registrati su cassetta provenienti da tutte le parti d’Italia. Radio Parma nasce il 1 Gennaio 1975 ed è tra le primissime a trasmettere quotidianamente, contando su una impressionante partecipazione del pubblico. In origine le radio libere erano piccole emittenti di quartiere, sorte dall’entusiasmo di alcuni giovani sessantottini per dare vita ad una “controinformazione” e per coordinare le iniziative dei gruppi militanti (Aa.Vv. 2000, 85). Le radio «di movimento» erano costituite da un trasmettitore amatoriale, da un mixer, un microfono ed un giradischi. E’ il periodo in cui nacquero “Milano Centrale”, “Verona Centrale”, “Ferrara Centrale”, “Genova Centrale”, “Pisa città futura”, “Parma popolare”, “Radio Alice”. Le radio di «movimento» introdussero un nuovo modo di fare giornalismo e una nuova figura di speaker, più spregiudicata e dialettale. La primissima radio non sperimentale e dichiaratamente commerciale nacque il 10 marzo del 1975, sotto la spinta dei fratelli Borra: Radio Milano International (l’attuale Radio 101, il cui nome deriva dalla principale frequenza di trasmissione in Milano città, Fm 101.000 Mhz), con l’originale formula «non stop music». Nei mesi successivi le colline e montagne del nostro stivale si cominciarono a riempire di ferraglia e transistor: nacque ufficialmente l’alternativa alla radio di Stato. Per oltre una decina di anni il settore rimase nel caos più totale, e prevalse la legge ‘del più forte’: spesso l’ascolto di una stazione con continuità era impossibile a causa del sovrapporsi di diversi segnali su una stessa frequenza. Dal 28 luglio 1976, giorno in cui venne abolito definitivamente il regime monopolistico della Rai, le emittenti si divisero in «pubbliche» e «libere». Queste ultime racchiusero negli anni pionieristici antenne di diversi colori politici e delle più varie ispirazioni: alcune di esse riuscirono a sopravvivere agli elevati costi gestionali e imposizioni fiscali che si moltiplicarono negli anni, altre vennero assorbite e trasformate con il tempo.
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Il management del settore radiofonico e le sfide della multimedialità: analisi di casi emblematici

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Informazioni tesi

  Autore: Federico Stella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi del Piemonte Orientale A.Avogadro
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia delle Amministraz. Pub. e delle Istituz. Internaz.
  Relatore: Anna Cugno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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