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Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964)

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CAPITOLO PRIMO: �FABLE�. PINCHER MARTIN (1956) 4 1.1. METAFORA IN PINCHER MARTIN 1.1.0. PREMESSA Il paragrafo si articola su tre linee di interpretazione. Dapprima, i lineamenti di Pincher Martin, marinaio, naufrago ed “eroe mancato”. Segue la descrizione dei termini del conflitto fra corpo, cervello e volontà, che segna la disgregazione del personaggio. In conclusione, vengono proposte due metafore estese che esprimono in termini “planetari” la natura caotica e non armoniosa del protagonista. 1.1.1. RITRATTO DI CHRISTOPHER HADLEY MARTIN Pincher Martin, il terzo “fable” di William Golding, sembra assecondare una lettura allegorica poiché ripropone un luogo comune frequente nella letteratura avventurosa: il naufragio come momento di confronto con la natura e con le proprie potenzialità, e la ricostruzione, dal nulla, di una nuova civiltà. Anche il protagonista del “fable moderno” di Golding è un naufrago animato da uno spirito positivista e fiducioso nelle proprie capacità creative. Ciononostante, egli travisa molte peculiarità dell’eroe avventuroso (primo fra tutti Robinson Crusoe), divenuto spesso, a vantaggio di un contenuto moralistico o sciovinistico 10 , poco più che un flat character 11 , un personaggio piatto, prevedibile. Poiché in questo “fable”, così come nei consueti romanzi di naufraghi, il protagonista è talora in grado di monopolizzare lo svolgersi delle vicende, l’analisi dettagliata del personaggio ci consentirà di scoprirne il ruolo fortemente metaforico, rappresentativo dell’uomo moderno e, per certi aspetti, polemico verso le convenzioni. Il tipo di “monopolio” esercitato dal protagonista proviene in primo luogo dal fatto che il personaggio al centro della vicenda è un singolo individuo da cui si sviluppa buona parte dei ruoli attanziali della narrazione. Il protagonista interagisce con gli oggetti materiali e le persone rievocate in modo quasi esclusivo, senza coinvolgere, se non marginalmente, altri attanti. Ad esempio in Robinson Crusoe l’apparizione sulla scena di un nuovo personaggio, Friday, serve ancor più a valorizzare l’impostazione egocentrica dello svolgimento narrativo (la narrazione in prima persona ne è un indizio durevole). In Pincher Martin il narratore è eterodiegetico 12 , cioè si pone al di fuori della narrazione, non ne è un personaggio. Ciò può farci pensare ad un resoconto delle peripezie avventurose dell’eroe alternate ad eventuali parentesi e digressioni da parte del narratore-autore implicito. E’ una strategia che consentirebbe all’autore di veicolare attraverso il narratore un particolare messaggio filosofico, morale o politico. In questo “fable moderno” ciò non accade perché, fin dalle prime pagine, 10 Si pensi ad una rielaborazione vittoriana delle avventure di Robinson Crusoe, The Coral Island (1857) di R. M. BALLANTYNE. Golding critic� senza riserve la tendenziosit� carica di falso moralismo ed esaltazione della supremazia culturale inglese di cui � pervaso questo �fable� per l�infanzia. 11 La distinzione fra �flat character� e �round character� � formulata da E. M. FORSTER in Aspects of the Novel, Pelican Books, Harmondsworth, Middlesex, England, 1962, traduzione italiana: Aspetti del romanzo, Mondadori, Milano, 1968. 12 Per una specificazione dei termini, formulati da G. GENETTE in Figure III, si veda il terzo capitolo sul punto di vista narrativo in Free Fall.

Anteprima della Tesi di Luigi Gussago

Anteprima della tesi: Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964), Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Luigi Gussago Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2022 click dal 20/03/2004.

 

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