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Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964)

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INTRODUZIONE: GOLDING ED IL SUO TEMPO Tale punto di vista permea le stesse opere di Golding, per il quale la realtà non è spesso la concretezza di una situazione oggettiva, ma la concretezza di uno sguardo soggettivo sul mondo, tanto accurato da sostituire il dato di fatto reale, empirico. In Pincher Martin, per esempio, le digressioni caotiche nell’inconscio del protagonista, rese talvolta, anche se in maniera non sistematica, da una sorta di “flusso di coscienza”, possono essere l’indizio di una possibile ispirazione ‘modernista’. Più in generale, il modernismo ritorna frequentemente nella letteratura degli anni Cinquanta, non sempre come esempio da imitare. E’ frequente che la sperimentazione stilistica troppo oscura di Joyce o della Woolf venga introdotta nel romanzo con un intento volutamente ironico o parodico. Detto questo, la letteratura del secondo dopoguerra pare rifiutare entrambe le direzioni tracciate nella prima metà del 1900. Riguardo al romanzo ‘sociale’, viene a maturare il principio che i mali della società siano il riflesso del male individuale, dell’inquietudine interiore di ogni suo individuo. Per questa ragione, la nuova narrativa si interroga sempre più a fondo su questioni religiose o di atteggiamento etico riversate su un’individualità emblematica, su un’esistenza singola. L’interesse per l’approfondimento psicologico, che sappia abbracciare le dimensioni più nascoste dell’io, è un punto di forza per la nuova narrativa, grazie anche all’eredità lasciata dalle opere di D. H. LAWRENCE (1885-1930) o di JOSEPH CONRAD (1857- 1924). In particolare, l’abilità con cui Conrad suggerisce una lettura simbolica delle ambientazioni insolite, esotiche dei suoi romanzi (pensiamo al Congo di Heart of Darkness, 1899) trova riflessi in Golding, soprattutto nei luoghi di Lord of the Flies o della Sea Trilogy (iniziata nel 1980), rispettivamente un’isola deserta ed un galeone dell’epoca napoleonica. Un primo gruppo di reazione alla letteratura a sfondo sociale di Galsworthy o di Wells, ed indirizzato ad un recupero delle radici più profonde della spiritualità cristiana, si riunisce ad Oxford, già prima della guerra, sotto il nome di “Inklings”. I principali esponenti sono J. R. R. TOLKIEN (1892-1973), autore del celebre The Lord of the Rings (1954-55) e C. S. LEWIS (1904-1972). Gli “Inklings” si propongono una riscoperta del sovrannaturale e del trascendente come fuga dalle nuove superstizioni (ad es. la psicoanalisi) prima ancora che dall’ateismo; il loro approccio è quindi antimodernista. Il sovrannaturale, prima ritenuto un ostacolo ad una rappresentazione realistica dei fatti, diventa ora argomento diffuso nella letteratura postbellica, forse anche a motivo dello scetticismo nei confronti dell’infallibilità dell’uomo razionale. Golding ha certamente attinto da questo dibattito sulla spiritualità, ma sembra intenzionato a non schierarsi su una posizione religiosa ufficiale, ortodossa. L’uso di immagini, simboli e linguaggio tipici della tradizione cristiana è molto frequente nei libri del primo Golding, ma spesso suscita diversi livelli interpretativi, si sottrae ad approfondimenti teologici. Vedremo, ad esempio, come la guglia, simbolo medievale di fede in The Spire, si carichi anche di significati profani o persino pagani. Va aggiunto che il genere preferito degli “Inklings” è il “fable”, un tipo di racconto o romanzo fantasioso, spesso allegorico. E’ convinzione di questi letterati ‘conservatori’, nostalgici nei confronti di un’età dell’oro dell’Inghilterra preindustriale, che il “fable” possa essere più reale del preteso realismo convenzionale. E’ da notare come anche Golding imposti le sue prime opere su questo genere.

Anteprima della Tesi di Luigi Gussago

Anteprima della tesi: Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964), Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Luigi Gussago Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2022 click dal 20/03/2004.

 

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