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Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964)

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INTRODUZIONE: GOLDING ED IL SUO TEMPO 2. IL ‘NUOVO REALISMO’ DEGLI ANNI CINQUANTA Uno spartiacque fra le due correnti descritte è costituito da un certo numero di scrittori che si affacciano all’attività letteraria attorno al 1953, data dell’incoronazione di Elisabetta II. Entro un anno da questo avvenimento, tre romanzi segnano un nuovo percorso letterario: Lord of the Flies, Lucky Jim di KINGSLEY AMIS (1922-1995) e Under the Net di IRIS MURDOCH (1919-1999). I giornalisti non esitano a collocare i tre scrittori nel “Movement”, ma non si tratta di un vero e proprio movimento. Esso tuttavia fa particolare riferimento a due precursori comuni: GRAHAM GREENE (1904-1991) e GEORGE ORWELL (1903-1950). Come per Greene, la realtà oggetto della narrazione viene spesso ad identificarsi con l’accuratezza e vividezza dello stile, rigettando la sperimentazione ed il “flusso di coscienza”. Dall’insegnamento di Orwell provengono l’onestà delle idee e l’evidenza delle problematiche sociali connesse a quelle interiori di ciascun individuo. Il nuovo gruppo di scrittori prende a modello di stile, di tecniche narrative o di tematiche il romanzo settecentesco: RICHARDSON, FIELDING, DEFOE, SMOLLETT e altri vengono a costituire un valido punto di riferimento. Ad esempio, Pincher Martin riprende il tema del naufragio di Robinson Crusoe per capovolgere lo spirito ottimista del romanzo di Defoe, secondo il quale l’uomo civilizzato sa ricreare una società ideale dal nulla. Pincher Martin, invece, non solo non ci riesce, ma non ha più nemmeno un ideale di civiltà cui appellarsi. Golding ed i suoi contemporanei mirano a raffigurare esistenze ordinarie, ma rappresentative di un’universalità. La letteratura degli anni Cinquanta è “impegnata”, non in senso politico 3 , ma etico e morale. La quotidianità narrata è costellata di simboli e miti, così come di tentativi dell’uomo di spiegare se stesso ingabbiandosi in discorsi filosofici (è uno dei temi ricorrenti nella prosa di Iris Murdoch). Golding e la Murdoch, fra gli altri, ricercano nelle loro opere l’essenza positiva, le qualità interiori dell’individuo, uscendo dal campo esclusivamente religioso. Il nuovo romanzo degli anni Cinquanta è sì secolare, ma non antireligioso. Il critico inglese George Watson delinea in questo modo le implicazioni morali e religiose dei romanzi di quest’epoca. If some of these novels, like Iris Murdoch’s The Bell (1958), stand tiptoe at the door of faith, they are content to remain there and not to enter in, at least as worshippers. They offer hope rather than salvation, consolation rather than cure, reform rather than revolution. They are prudent. The world is what it is, and will remain so; and you learn to live within it by adjusting yourself rather than it 4 . La loro posizione in senso etico non culmina in una scelta fra opposti (peccato o virtù, fede o ateismo, ecc.), ma cerca di constatare la piena libertà che viene da una sfera di valori più ampia, senza una risposta univoca. E’ ad esempio il traguardo raggiunto dal narratore di Free Fall, disilluso di poter discriminare innocenza e colpa nelle sue azioni passate. 3 Alcuni autori si professano di sinistra, ma non risparmiano critiche al marxismo. Golding stesso si è definito un socialista, ma la sua posizione è “bitterly left of centre” (“amaramente di sinistra”). Egli ha potuto comprendere che un giudizio di merito in politica è sempre reversibile. 4 GEORGE WATSON, British Literature since 1945, Macmilland, Houndmills, Basingstoke, 1991, p. 98. Se alcuni di questi romanzi, come The Bell (1958) di Iris Murdoch, stanno in punta di piedi sulla soglia della fede, si accontentano di non varcarla, almeno come devoti. Essi offrono speranza piuttosto che salvezza, consolazione piuttosto che rimedio, riforma piuttosto che rivoluzione. Sono prudenti. Il mondo è quello che è, e rimarrà tale; si impara a viverci adeguando se stessi piuttosto che il mondo.

Anteprima della Tesi di Luigi Gussago

Anteprima della tesi: Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964), Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Luigi Gussago Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2022 click dal 20/03/2004.

 

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