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Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964)

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CAPITOLO PRIMO: �FABLE�. PINCHER MARTIN (1956) 1 Capitolo Primo IL CONCETTO DI “FABLE” NEI PRIMI ROMANZI DI WILLIAM GOLDING. CONSIDERAZIONI SU PINCHER MARTIN (1956) 1.0. “FABLE” TRADIZIONALE E “FABLE” MODERNO Nel panorama ampio e variegato della favola tradizionale, uno dei punti fermi del genere è l’intento morale o didattico che essa propone. La favola alimenta nel lettore quel gusto innato della semplificazione racchiuso nella classica “distinzione fra bene e male”, in un gioco di dualità opposte, estreme, dove mancano compromessi morali fra le parti antagoniste. Il corrispettivo letterale inglese di favola, “fable”, non si limita però a questa tipologia didattica, in cui trovano spazio Esopo, La Fontaine, Andersen, ecc., ma allarga i suoi orizzonti racchiudendo numerose opere di argomento utopistico, fantascientifico oppure politico. E’ il caso di Animal Farm di George Orwell, Gulliver’s Travels di Jonathan Swift e di Pilgrim’s Progress di John Bunyan 1 . Alla categoria appartengono anche alcune opere di Golding, per la prima volta definite come “fables” in un saggio di John Peter del 1957 2 . E’ indubbio che il “fable” della tradizione esopica si differenzia di gran lunga dal “fable” moderno e contemporaneo, in particolare nella scelta dell’approccio retorico, nella formulazione in termini poetici dell’immagine letteraria. Allegoria e metafora rivestono nel genere ruoli specifici in funzione del messaggio e del pubblico cui esso è destinato. Prima di procedere nella definizione delle due figure retoriche, è necessaria una precisazione. Nella retorica tradizionale allegoria e metafora non sono tra loro complanari: pur essendo entrambe “figure di contenuto”, legate cioè al valore logico e semantico di una parte del discorso, l’allegoria modifica il valore logico dell’enunciato, mentre la metafora si esprime alterando il semantismo delle singole parole 3 . Tale distinzione, che impedirebbe un vero e proprio confronto, può essere superata riconoscendo anche alla metafora una certa estensione, al 1 Queste opere sono riportate dallo stesso Golding come esempi tipici di �fable� nel capitolo �Fable�, da The Hot Gates, Faber and Faber, London, 1965, pp.85-101. 2 J. PETER, �The Fables of William Golding�, Kenyon Review, 19 (1957), citato in JACK I. BILES AND ROBERT O. EVANS, William Golding: some Critical Considerations, University Press of Kentucky, 1978, p. 115. L�articolo � stato ripubblicato in forma leggermente ridotta in NORMAN PAGE (curatore), William Golding: Novels, 1954-67, Macmillan Press, Casebook Series, Houndmills, Basingstoke and London, 1985, pp.33-45. 3 Interessante in proposito: GEOFFREY N. LEECH, A Linguistic Guide to English Poetry, Longman, London and New York, 1969.

Anteprima della Tesi di Luigi Gussago

Anteprima della tesi: Lo sviluppo della tecnica metaforica ed il ruolo del narratore in quattro opere del primo William Golding: ''The Inheritors''(1955), ''Pincher Martin''(1956), ''Free Fall''(1959) e ''The Spire''(1964), Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Luigi Gussago Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2022 click dal 20/03/2004.

 

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