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La memoria dei caduti nella Grande Guerra nella città di Como (1919-1939)

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PRESENTAZIONE DELLA TESI italiane. L’aver partecipato al conflitto doveva già di per sé garantire qualcosa ai Reduci 4 . Le istituzioni combattentistiche che nacquero in questo periodo avrebbero dovuto rendere più facile la risoluzione del problema del reinserimento. In realtà, l’azione delle associazioni fu fortemente penalizzata dal disinteresse delle forze di governo, con la parziale eccezione di Nitti 5 che, però, valutava l’utilità degli ex Combattenti solo in chiave antibolscevica accontentandone solo in parte le richieste. Parte di queste richieste erano state fatte durante il primo congresso nazionale tenutosi a Roma dal 22 al 27 giugno 1919 e volevano inserirsi in un più ampio progetto di rinnovamento morale e democratico della Nazione. Le proposte dei Combattenti riguardavano il decentramento amministrativo, l’introduzione del sistema proporzionale nelle elezioni e la divisione del latifondo a favore di grandi cooperative agricole. Il travagliato periodo successivo alla guerra ebbe come attori principali i socialisti, che speravano di imporre la rivoluzione come in Russia; i fascisti, reclutati tra le file degli ex Combattenti (soprattutto Arditi e Volontari), che si 4 Cfr. su questo argomento: M. Isnenghi, La prima guerra mondiale, Bologna, Zanichelli, 1972. B. Croce, Pagine sulla guerra, Bari, G. Laterza e Figli, 1928. 5 Francesco Saverio Nitti (1868-1953): professore di scienza delle finanze all’università di Napoli, deputato dal 1904, ministro dell’Agricoltura in un gabinetto Giolitti (1911-1914), poi ministro del Tesoro nel gabinetto Orlando (1917-1919) a lui si deve l’istituzione del monopolio delle assicurazioni. Presidente del Consiglio e ministro dell’Interno (1919-1920) dovette affrontare nella crisi economica e sociale ma specialmente morale del dopoguerra, esacerbata dalle violenze della lotta tra la sinistra socialista e le destre nazionalfasciste, una situazione assai difficile, per dominare la quale gli mancò anche un sicuro appoggio dei partiti di centro, mentre soprattutto le destre lo denigravano per la sua politica estera propensa ad accordi con la Iugoslavia e per la sua politica socialisteggiante; più feconda di risultati la sua politica finanziaria per sanare il disavanzo creato dalla guerra. Esule dopo l’avvento del fascismo fu arrestato in Francia dai tedeschi e deportato. Senatore di diritto della prima legislatura repubblicana. Autore di moltissime opere di economia, sociologia e finanza. Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, volume VIII (MOM-PAN), 1970, p. 365. 8

Anteprima della Tesi di Edoardo Visconti

Anteprima della tesi: La memoria dei caduti nella Grande Guerra nella città di Como (1919-1939), Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Edoardo Visconti Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.