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Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera

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9 Per comprendere il ruolo dell’industria tessile e dei Crespi nel panorama italiano dell’epoca conviene soffermarsi brevemente su alcuni aspetti del processo di industrializzazione nazionale. L’industrializzazione italiana era cominciata molto in ritardo rispetto agli altri paesi europei, ovvero attorno al 1880; per due motivi fondamentali, l’Italia era un paese molto arretrato sul piano delle infrastrutture e inoltre la popolazione era in maggioranza così povera da non potersi permettere prodotti industriali. L’industria italiana, appena nata, era molto debole tanto che aveva bisogno di costante protezione governativa; il governo, d’altra parte, intervenne con misure protezionistiche soprattutto a favore del settore siderurgico, ritenuto di vitale importanza per il completamento della rete ferroviaria e per gli armamenti 2 . Il protezionismo, però, è una lama a doppio taglio, infatti, se da un lato fornisce la parvenza della sicurezza commerciale, dall’altro fa sì che l’industria non si sviluppi, non cresca, non diventi più competitiva e non razionalizzi l’uso delle risorse. Insomma, le industrie che nacquero in quegli anni erano fortemente parassitarie, per sopravvivere avevano bisogno degli aiuti governativi, tali sovvenzioni le fecero sviluppare oltre misura per un mercato come quello italiano. Inoltre, industrie di tal sorta, ben presto, degenerarono. Il bisogno di leggi sempre più favorevoli, per poter 2 Cfr. Cardini Antonio, Stato liberale e protezionismo in Italia, il Mulino, Bologna 1981.

Anteprima della Tesi di Fabio Barraco

Anteprima della tesi: Il crack Rizzoli nelle cronache e nei commenti del Corriere della Sera, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Barraco Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.