Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La disciplina delle professioni

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

6 non è necessaria l'iscrizioni in albi o elenchi 6 . L'esigenza di tutela di beni costituzionalmente protetti si contrappone dunque alla libertà del cittadino di scegliere la propria attività lavorativa e tale tutela avviene attraverso una disciplina legislativa istitutiva di un Ordine o Collegio, che prevede un esame finalizzato all'iscrizione all'Albo. Quando però tali beni non hanno un rilievo costituzionale, la disciplina legislativa deve porre dei limiti ragionevoli volti a salvaguardare esclusivamente la tutela dell'affidamento dei committenti 7 . Il problema della opportunità della loro esistenza ha una notevole rilevanza soprattutto se si confronta la realtà italiana con il sistema anglosassone nel quale le professioni si sono formate come associazioni private di esperti fino a diventare parte integrante della società civile. Secondo il Garante il sistema degli Ordini dovrebbe rivestire carattere di eccezionalità mentre il sistema delle libere associazioni tra professionisti (sul modello di quanto avviene all'estero) dovrebbe costituire la regola. In pratica l'esistenza di un Ordine, per i giuristi dell'Authority, sarebbe giustificata solo per gli avvocati ed i medici i quali svolgono funzioni costituzionalmente garantite e complesse. Questo perché sotto la proclamata difesa dell'interesse pubblico, gli Ordini celerebbero robusti interessi corporativi. L'Antitrust, infatti, ha precisato che "...è possibile che gli Ordini perseguano la tutela di interessi privati meramente contingenti e di breve respiro che si traducono in uno svantaggio per la collettività non solo perché determinano restrizioni concorrenziali di notevole portata, ma anche perché, in una prospettiva di confronto internazionale, frenano lo sviluppo del settore". Di qui la necessità e l'urgenza di ridefinire gli spazi ed il ruolo degli Ordini, poiché i privilegi che un Ordine pone a tutela dei propri aderenti si materializzano in obblighi e restrizioni non solo nell'accesso alla professione, ma anche nella potestà di fissare delle tariffe minime obbligatorie, nel numero chiuso, (come avviene per i notai e per i farmacisti), nel divieto di farsi pubblicità, nei codici deontologici, e nei concorsi. L'idea della necessità di abolire gli Ordini ha incontrato vivacissime opposizioni da parte degli esponenti delle categorie professionali i quali hanno evidenziato piuttosto la necessità di una loro seria riforma. 6 TERESI F. Ordini e collegi professionali, in Digesto delle discipline pubblicistiche, 1991, p. 450. 7 MAVIGLIA A., Professioni, op.cit.., Milano, Giuffré, 1992, p. 79 e ss.

Anteprima della Tesi di Francesca Sara

Anteprima della tesi: La disciplina delle professioni, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Sara Contatta »

Composta da 150 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5515 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.