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Misure e valutazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici in zone densamente popolate

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3 E’ possibile trattare il problema elettromagnetico delle linee elettriche in maniera analitica in forma chiusa, data la semplicità delle geometrie coinvolte: si calcola l’unica componente (verticale) del campo elettrico, che risulta crescente con la tensione di esercizio, decrescente con la distanza dalla linea in direzione trasversale al suolo e con l’altezza dal suolo dei conduttori;analogamente si calcolano le due componenti (verticale e orizzontale perpendicolare alla linea) del campo di induzione magnetica, che risultano crescenti con la corrente che fluisce (2 kA caso peggiore), decrescenti con la distanza dalla linea e con l’altezza al suolo dei condottori. Per una tipica configurazione a 380 kV, occorre un franco minimo di 11 metri per soddisfare le condizioni dettate dalla normativa di non superare i 5 kV/m per il campo elettrico. Tale distanza assicura ampiamente le specifiche di sicurezza per l’induzione magnetica (inferiore ai 100 µT), essendo presente un picco non superiore ai 20µT. Dai calcoli matematici si evince, inoltre, un drastico decadimento di entrambi i campi oltre i 20 metri in direzione trasversale dalla proiezione al suolo del centro della linea. Per quanto riguarda le sorgenti urbane di campi elettromagnetici a RF e MW, occorre riferirsi agli impianti di radio-telecomunicazione, in particolare agli impianti broadcasting radiotelevisivo che rappresentano la situazione espositiva più critica a causa delle elevate potenze d’uscita (fino a 100 kW) e per le particolari frequenze di lavoro (87,5-108 MHz per Radio FM) che ricadono nel range di risonanza dell’assorbimento di potenza elettromagnetica da parte del corpo umano. Da un’analisi attenta delle potenze d’uscita in relazione alle frequenze di lavoro di tutte le altre sorgenti di campo a RF e MW, quali le stazioni radio-base (SRB), i ponti radio, le stazioni di terra per collegamenti via satellite, i radar a microonde, si evince che il caso peggiore di esposizione è rappresentato dal broadcasting radiotelevisivo. In tale situazione, ed in generale per l’esposizione a campi RF, ci si riferisce sempre al caso di “campo lontano” o radiativo, assumendo valide tutte le approssimazioni tipiche della teoria delle Antenne nella zona di Fraunhofer, ovvero di un’onda piana che si propaga consistentemente all’equazione di Helmotz, che, in definitiva, esprime il legame tra il campo elettrico e campo magnetico descritto dalle equazioni di Maxwell. Avendo caratterizzato le principali sorgenti, si passa alla descrizione degli strumenti di misura adoperati normalmente per la rilevazione dei livelli ambientali dei campi elettromagnetici, cioè per le cosiddette misure di esposizione. Per le ELF vi sono misuratori di campo elettrico e misuratori di campo magnetico: entrambi sono formati, essenzialmente, da una sonda sensibile al campo, collegata tramite cavo coassiale ad un rivelatore, spesso costituito da un voltmetro.

Anteprima della Tesi di Pierluigi Pasquale

Anteprima della tesi: Misure e valutazione dell'esposizione umana ai campi elettromagnetici in zone densamente popolate, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Pierluigi Pasquale Contatta »

Composta da 193 pagine.

 

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