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Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici

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16 prossimità del punto di stazione definito, l’illusione decresce. Già solo questo dato, suscita molti legittimi dubbi sulla validità percettiva universale della prospettiva. A rafforzare questi, poi, intervengono altri espedienti messi in atto dagli artisti, consapevoli di alcune mancanze del metodo. Nella Scuola di Atene (1509-‘10), Raffaello Sanzio dipinse i due personaggi in primo piano a destra e sinistra, eludendo il rigore prospettico centrale con cui costruì il resto della composizione. Infatti questi due personaggi sono disegnati come se fossero visti da punti di vista (e quindi con punti di fuga) differenti. Questo espediente (cui anche Michelangelo ricorse), come molti altri, danno subito la consapevolezza che non è possibile parlare di un modo rappresentativo perfettamente uguale alla realtà della nostra visione naturale. Anche gli studi cinque e seicenteschi sul fenomeno dell’anamorfosi misero subito in rilievo che il sistema-prospettiva non era perfetto. Come si vede in un esemplare quadro di Hans Holbein, Gli ambasciatori (1533), la maestria dell’artista riesce ad adombrare l’immagine della morte nella tranquilla atmosfera di un’interno mitteleuropeo. L’anamorfosi è dovuta al già citato caso della visione obliqua. Se l’occhio e il cervello fino ad un certo limite di inclinazione possono recuperare la percezione realistica dell’oggetto, passata la soglia delle comuni condizioni di visione questo non è più possibile: e l’espediente si palesa. I.2.-Il cervello umano Il cervello è l’organo che maggiormente distingue l’uomo dai primati e dagli altri animali. Nella specie umana (Maffei, 1995: 56-57), almeno a partire dallo stadio homo sapiens, esso si caratterizza per un sempre accresciuto sviluppo della parte esterna superiore detta corteccia cerebrale. Infatti la differenza che esiste tra le proporzioni massa corporea-massa cerebrale totale nell’uomo e negli animali, non sarebbe di per sé sufficiente a distinguere nettamente il primo dai secondi. Ciò che del cervello umano si rivela invece subito significativo, è l’abnorme sviluppo della corteccia cerebrale rispetto alla massa totale dell’organo, se confrontato all’analogo sviluppo negli animali. Nei primati, inoltre, si è potuto rilevare un maggiore sviluppo della massa corticale rispetto alle altre specie animali, per quanto non paragonabile a quello del cervello dell’uomo. La corteccia, visibile nelle sue circonvoluzioni (solchi, fessure, giri), è spessa da uno a tre mm. e rappresenta ca. l’80 % del cervello umano (Sternberg, 2000: 58-66). Ciò è comprensibile ove si consideri che le circonvoluzioni aumentano la superficie associativa, la quale, se potesse essere distesa occuperebbe un’area di ca. 60 cm. quadrati. Al disotto stanno strutture dipendenti che collaborano con la corteccia e ne regolano, solo in parte, l’attività. Tra la corteccia ed il midollo spinale si trovano strutture filogeneticamente più antiche quali il talamo (chiamato così perché simile ad un letto: dal
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Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Bianchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'Arte Contemporanea
  Relatore: Antonella Sbrilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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arte
arte contemporanea
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piero manzoni
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yves klein
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