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Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici

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6 quali rappresentano insieme la storia del concettualismo ma che si è potuto trattare solo brevemente a causa degli opportuni limiti di questo lavoro. Se si chiama arte una scultura così come un’architettura o una pittura, allora è chiaro che si riscontra qualcosa di comune tra i vari campioni. Riflettere attorno alla natura dell’idea di arte; anzi farlo attraverso l’arte: questo è il compito dell’arte concettuale. Allo scopo può bastare un elenco di nomi; oppure un oggetto qualunque; il nulla, addirittura, può assumere funzioni artistiche, indicando per contrasto il carattere del positivo, di ciò che un tempo era presente. La semplice conoscenza della possibilità di un’espressione creativa siffatta conduce subito alla necessità di precisare cosa sia e come si esprima la razionalità in arte. Abbiamo parlato di aspetti artistici razionali: in effetti balza subito agli occhi la differenza che passa, poniamo, tra un quadro di Mondrian e uno di Manet, oppure tra una scultura di Pevsner e una di Martini, così come, per l’architettura, tra un edificio di Rietveld e uno di Gaudí. In tutti i primi casi sono sempre ben visibili la maggiore linearità geometrica e l’astrazione dalle forme naturali come contrapponibili alla maggiore aderenza alla complessità delle forme reali dei secondi. Quando si parla di razionalità di una forma d’arte, infatti, s’intende comunemente questo: che una forma razionale sia maggiormente astratta e lineare. Tutta la storia dell’arte offre il ricorrere di queste cicliche alternanze. Prendendo come campo d’analisi l’evo moderno, possiamo individuare almeno due grandi contrapposizioni: 1) Rinascimento/Barocco, 2) Neoclassico/Romanticismo; dove i primi elementi di ogni coppia indicano arti (e culture) maggiormente razionali e i secondi periodi meno soggiacenti alla ragione. L’arte del Rinascimento è tutta linee di contorno ben evidenziate, proporzioni auree, espressione del sentimento temperata dall’austerità di una visione universale: l’uomo della rappresentazione rinascimentale è protagonista di una storia (nel senso più alto, cioè di una storia che illustra virtù) e ci si aspetta che egli possa sostenere la gravità del suo ruolo; ogni sua emozione non deve essere espressa se non necessaria a rafforzare la tessitura dell’insieme, essendo la contraddittorietà bandita. Come si vede, l’arte del Rinascimento ha l’aspirazione a creare un sistema in cui ogni parte occupa una posizione precisa. Diversamente per l’arte barocca, la quale mira alla rappresentazione della tensione e del movimento e in cui le emozioni ed il pathos giocano un ruolo importantissimo. Qui la composizione è spesso sbilanciata (asimmetrica), gli scorci inusitati. Lo stesso commento può essere esteso alla seconda coppia di periodi. Chiarito cosa s’intende per razionalità di una forma artistica, si può finalmente passare all’indagine dei modi in cui essa si manifesta nelle opere e negli scritti degli artisti concettuali, anche per sondare la possibilità di ascrivere questo movimento ad un più vasto

Anteprima della Tesi di Alessandro Bianchi

Anteprima della tesi: Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Bianchi Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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