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La disciplina dell'Unione europea sulla tutela dei beni culturali

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8 l’assenza all’interno dell’impianto originario del Trattato CE di specifici poteri per la protezione dei beni culturali. Tuttavia, con il miglioramento della situazione economica e sociale, ci si accorse che si poteva andare oltre il reddito e la produttività, si poteva immaginare una cooperazione più politica e che investisse il campo della cultura. E’ a questo punto che appare la prima azione comunitaria nel settore culturale. 2 L’azione, decisa dalla Commissione nel settembre 1974 e approvata all’unanimità dal Parlamento Europeo nel 1976, era caratterizzata da una serie di punti 3 , analizzando i quali traspariva che al settore culturale erano legati problemi tipicamente economici, come la libertà di circolazione e stabilimento dei lavoratori culturali, che potevano essere affrontati utilizzando gli articoli del Trattato CEE. Dello stesso periodo, data infatti 1976, è il “Rapporto sull’Unione Europea” 4 presentato da Leo Tindemans, Primo Ministro del Belgio. Inquadrato cronologicamente in un momento foriero di speranze per 2 Significativo è quanto dice in questa occasione Robert Gregoire, Commissario Europeo alla cultura, nell’articolo L’action communautaire dans le secteur culturel in Diritto comunitario e degli scambi internazionali, 1976, 458: “Ieri era troppo presto, domani poteva essere troppo tardi.” 3 L’azione è pubblicata nel Bollettino CEE, 1977, suppl. n. 6. Per un’analisi più dettagliata degli obiettivi di quest’azione comunitaria vedi Robert Gregoire, op.cit., 458. L’azione comportava in particolare: semplificazione delle formalità amministrative per il libero scambio dei beni culturali nei Paesi della Comunità; libertà di circolazione e stabilimento dei lavoratori culturali; aiuto ai giovani lavoratori culturali che desiderano fare stage professionali in un Paese della Comunità; eliminazione degli ostacoli fiscali per lo sviluppo delle fondazioni culturali e dei mecenati; ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia di diritto d’autore e di tutti gli altri diritti concernenti i lavoratori culturali; preparazione culturale dell’Unione Europea; salvaguardia del patrimonio architettonico (anche attraverso il finanziamento e la crescita di esperti restauratori); lotta contro i furti di opere d’arte. 4 Il <Rapporto Tindemans> è stato indirizzato al Consiglio il 29 dicembre 1975 e reso pubblico il 7 gennaio 1976; è stato pubblicato in Bollettino delle Comunità Europee, suppl. 1/76, 5. Cenni sul suo contenuto sono contenuti in N.P. Il <Rapporto Tindemans>: una parola definitiva sull’Unione Europea?, in Diritto comunitario e degli scambi internazionali, 1976, 158.
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La disciplina dell'Unione europea sulla tutela dei beni culturali

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Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Carrieri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Cellamare
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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Parole chiave

beni culturali
codice dei beni culturali e del paesaggio
convenzione unidroit
tutela dei beni culturali
direttiva 7-1993
regolamento 3911-1992

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