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Le professioni legali in Italia in Età Liberale

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7 senato o al comizio 16 ma, al momento dell’introduzione delle cogni- tio extraordinarie, durante l’impero,venne meno la loro funzione di garanti della libertà e della regolarità del processo rimesso, oramai, all’esclusivo arbitrio dell’autorità giudiziaria. Da questo momento in poi inizò un rapido ed inesorabile declino 17 che portò tale professio- ne a divenire oggetto di lazzi popolari e satire poetiche. La funzione dell’advocatus non era quella di rappresentare (o come abbiamo visto, sostituire) la parte ma quella di fornire “consi- gli e di difenderla davanti alle autorità”, specie in materia penale 18 . Il loro compenso non assumeva la consistenza del denaro ma, se meri- tavano, guadagnavano in fama e prestigio; si rintracciano delle vere e proprie forme di divieto in proposito correlate da pene pecunia- rie 19 . Tuttavia non era molto difficile aggirare tali divieti, soprattutto attraverso i “doni” dei clienti grati per una causa ben riuscita e sem- prechè l’avvocato non ritenesse fuori luogo accettarlo 20 . Tali norme 16 Basti pensare alla figura di Cicerone. 17 Testimoniato anche dallo scarso livello di cultura dei successivi causadici. 18 .La prima legge che s’interessò a questa categoria fu la Lex Cincia del 205 a.c. integrata dalla Lex Iulia. 19 La Lex Cincia “qua cavetur antiquitus nequis obcausam orandam pecuniam dovunque accipiat” (Tacito, Anales, II, 5, 3). Augusto confermò quest’impostazione stabilendo per i trasgressori “la pena del quadruplo..”. 20 P. FIORELLI op. cit. pag 647. Per l’autore “quello che era vietato e giudicato disonorevole dall’opinione comune in realtà, era che si patteggiasse un prezzo per la difesa e che poi se n’esigesse il pagamento”.

Anteprima della Tesi di Loredana Salvati

Anteprima della tesi: Le professioni legali in Italia in Età Liberale, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Loredana Salvati Contatta »

Composta da 297 pagine.

 

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