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Analisi spettrale delle concentrazioni di ozono in Lombardia

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2 1.2 Scopo di questo lavoro Questo lavoro appartiene al filone di studi tesi alla caratterizzazione del fenomeno dell’inquinamento da ozono e in questo senso prosegue idealmente dai lavori di Filograsso e Capoccia (1998) e quello di Maestrini (2002); allo stesso tempo ha un occhio di riguardo per la modellistica, lo studio è infatti indirizzato a conseguire conoscenze utili allo sviluppo di modelli che simulino il comportamento di questo inquinante e, più in generale, ad indirizzare studi per una più profonda comprensione delle sue dinamiche spaziali. Questa tesi si prefigge di conseguire i seguenti risultati: ξ Definire una procedura il più possibile solida per l’analisi spettrale delle serie temporali ambientali. ξ Caratterizzare quanto meglio possibile l’ozono in termini di analisi spettrale. ξ Identificare le caratteristiche di correlazione spaziale del fenomeno ozono in Lombardia al fine di fornire indicazioni sul raggio minimo di un’area di studio il cui centro sia poco suscettibile alle condizioni esterne all’area stessa. Un’area di studio con queste caratteristiche si presta ad essere un dominio di calcolo su cui possono lavorare con successo i modelli concettuali di simulazione senza imporre condizioni troppo stringenti alla precisione con cui vengono fornite le condizioni al contorno. Il raggio dell’area sarà allora uguale o maggiore della distanza per la quale la correlazione spaziale tipica del fenomeno (distanza di correlazione) scende al di sotto di una soglia prefissata. ξ Identificare gli andamenti temporali dell’ozono in Lombardia (in termini di correlazione e periodicità) per definire l’orizzonte di tempo (orizzonte di calcolo) minimo su cui occorre osservare gli andamenti delle concentrazioni simulate per poterne definire l’aderenza ai dati misurati e quindi la bontà del modello e della taratura dei suoi parametri. Nel caso esistano nelle serie misurate andamenti sinusoidali di fondo con differenti frequenze e ampiezze, occorrerebbe una serie simulata lunga almeno 10 volte la periodicità che si intende verificare per ottenere una solida stima della coincidenza dei due andamenti (Meko, 2003). Come per la correlazione spaziale, anche per la correlazione temporale può essere definita una misura, il tempo di correlazione. In questo lavoro assumerò come soglia il valore 1/e (dove e è il numero di Nepero base dei logaritmi naturali: 2,71…). La distanza di correlazione 1/e (e-distance) e il tempo di autocorrelazione 1/e (e- time) sono indicatori già utilizzati da diversi autori e derivano dal National Climatic Data Center che li ha usati per allocare le sue stazioni di rilevamento (Rao et al., 1997); in queste applicazioni 1/e viene assunto come il limite di interesse al di sotto del quale due serie non si possono più considerare fortemente correlate (Nota: 1/e # 0.36…). Tra gli obbiettivi del lavoro, la stesura della tesi seguirà principalmente il terzo (stima della distanza di correlazione), conseguendo gli altri in corso d’opera.

Anteprima della Tesi di Michele Rienzner

Anteprima della tesi: Analisi spettrale delle concentrazioni di ozono in Lombardia, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Michele Rienzner Contatta »

Composta da 232 pagine.

 

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