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Analisi dei guasti applicata alla vulnerabilità sismica delle infrastrutture viarie

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12 È molto importante che tutto l’ insieme dei sistemi delle lifelines, eventualmente danneggiati, siano riparabili piuttosto rapidamente per provvedere al miglioramento degli spostamenti e dei servizi richiesti per il sostentamento della popolazione e per avviare il più rapidamente possibile il processo di ricostruzione post-terremoto. Quanto detto sinora mette in evidenza l’importanza e l’utilità di poter usufruire di lifelines efficienti nella fasi immediatamente successive all’evento catastrofico. Non bisogna dimenticare che una corretta progettazione delle lifelines può essere utilissima anche per prevenire molti degli effetti dannosi indotti dal sisma; si pensi ad esempio agli incendi provocati dalla rottura delle tubazioni urbane del gas o delle linee elettriche interrotte, con conseguenze pari a quelle del sisma stesso (come è successo nella città giapponese di Kobe colpita dal terremoto nel 1995). È quindi essenziale cercare di minimizzare i danni indiretti degli eventi catastrofici quali incendi, interruzioni delle vie di comunicazioni o telecomunicazioni in grado di rendere difficoltose le operazioni di soccorso. Le lifeline sono tipicamente geograficamente disperse e funzionalmente complesse, cioè dotate di numerose ridondanze. I due fattori fanno si che una rottura in un punto non implichi direttamente la perdita di servizio dell’intero sistema (Seismic risk and engineering decisions, C. Lomnitz and E. Rosenblueth, 1976) e che, quindi, lo studio della lifeline debba tenere in considerazione entrambi i fattori. Un concetto generale, adattato alle lifeline dallo studio degli edifici, è che queste, durante l’evento sismico, si possano danneggiare ma che ci sia solo un limitato rischio che la rottura porti a mettere in pericolo vite umane. Questo principio è applicabile a strutture di deposito delle acque in zone fittamente popolate, grandi ponti e alle condutture di materiali infiammabili o esplodenti (gas, combustibili, ecc.). Comunque, è abbastanza facile individuare molti “guasti” che possono indirettamente creare grandi sofferenze umane e perdite economiche anche se il rischio di morte è molto basso. Esempi di questo fenomeno sono rappresentati dalla mancanza dell’acqua necessaria per un tempestivo contenimento degli incendi o l’interruzione delle maggiori vie di comunicazione necessarie per portare soccorso alle zone colpite, ecc. (Lomnitz C. e Rosenblueth E., Seismic risk and engineering decisions, 1976). E’ sostanzialmente impossibile prevenire tutte le perdite di servizio dovute ad un evento sismico di grande intensità o, anche, di
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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Gian Maria Ingratta
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria per l'ambiente e il territorio
  Relatore: Francesco Filippi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 154

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